Vicariare

vi-ca-rià-re (io vi-cà-rio)

Significato Sostituire, fare le veci

Etimologia da vicario, voce dotta recuperata dal latino vicarius, da vicis ‘scambio, vece’ .

  • «È stato vicariato da un consiglio di cinque persone.»

È una parola rara, che nasce in ambito scientifico, e che pare apprezzata in quello burocratico — ma non solo. In effetti, ha un carattere netto e dei pregi chiari.

Come si immagina, siamo davanti a una parola della famiglia del vicis latino, ‘scambio, alternativa’ — quello da cui il vice, le vicende, il viceversa. ‘Vicariare’ significa prendere il ruolo di vicario, e quindi sostituire qualcosa o qualcuno in una certa funzione, diciamo pure fare le veci, anche se è un avvitamento sul concetto.

Il termine si afferma nel lessico medico: ad esempio si parla di come un certo organo vicari l’insufficienza funzionale di un altro. Una sostituzione del genere sopperisce a un bisogno, ma posta così valorizza l’avvicendamento (!) in un ruolo.

Già perché ad essere molto ben caratterizzato è il vicario da cui deriva.
Il vicario non è un mero sostituto, e non è nemmeno un supplente. Non parlo del vicario che mi copre al bancone quando ho la febbre, del vicario che tiene la classe per questi giorni. Il vicario adombra un ruolo solenne, un’autorità elevata — paludata di un certo sussiego. È una figura che si è strutturata nelle gerarchie ecclesiastiche e imperiali, dopotutto, coprendo temporaneamente un ufficio, rappresentando un superiore, incarnando in periferia un’autorità centrale.
Il vicariare si porta dietro quest’aura, e francamente sovrapporre quel genere di autorità e funzione alle funzioni e alle autorità biologiche di un corpo fa un bell’effetto (vagamente echeggiante l’apologo di Agrippa Menenio Lanato davanti alla plebe ritirata sull’Aventino).

Così posso parlare del polmone sano che vicaria quello collassato, o di come altre aree del cervello abbiano vicariato quelle danneggiate, ma posso anche spiegare come l’adattamento del veicolo per la guida di una persona con una disabilità vicari i comandi originali. La strada a significati ulteriori si stende da sé. Il vicariare sostituisce sì, ma come si sostituisce un vescovo, un prefetto, un governatore... o un rene.

Per il grande pranzo in famiglia, la cassata della nonna, che bontà sua ha avuto la bronchite (ora sta bene), è vicariata da quella di una pasticceria autorizzata; la lettura di guide e diari altrui vicaria la conoscenza diretta di una città; e da lontano, parole molto sentite e pensate tentano di vicariare quello che un gesto trasmetterebbe con immediatezza.

È una parola versatile e a fuoco, ricercata ma spendibile — forse con abiti un po’ rigidi, ma attinge a bacini tanto diversi da risultare molto piacevole.

Parola pubblicata il 08 Gennaio 2026 • di Giorgio Moretti