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Sbertucciare

sber-tuc-cià-re (io sber-tùc-cio)

SignSgualcire, rovinare; schernire, sbeffeggiare

probabilmente, derivato di bertuccia.

Le scimmie sono proverbialmente dispettose; così la bertuccia - specie di scimmia il cui habitat è geograficamente prossimo all'Europa - è facilmente entrata nella nostra lingua quale antonomasia del dispetto (tant'è che 'berta' significa 'burla'). Il verbo 'sbertucciare' ci dice qualcosa di più: può sì significare sbeffeggiare, ma il suo significato più consueto è quello di sciupare, stropicciare, graffiare, rovinare. In effetti, se una bertuccia (magari a Gibilterra) ci ruba il cappello...

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Sbigottito

sbi-got-tì-to

SignProfondamente turbato, allibito, spiacevolmente sorpreso

participio passato di sbigottire, di etimologia incerta. Forse dall'antico francese esbahir, giunto attraverso il provenzale esbair.

Questo è un attributo davvero intenso - una tinta forte del discorso, ma non spigolosa, anzi piuttosto raffinata. Lo sbigottito mostra un turbamento profondo, che immobilizza viso e pensiero, provocato da una sorpresa che il più delle volte s'intende come spiacevole. Ci lascia sbigottiti il finale tragico della serie televisiva, restiamo sbigottiti davanti alla risposta cruda, e i pompieri devono allontanare dall'incendio la folla sbigottita. E 'sbigottito' può essere attributo non solo...

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Sbirciare

sbir-cià-re (io sbìr-cio)

SignSocchiudere gli occhi per vedere meglio; guardare attentamente; guardare di sfuggita

etimo incerto; forse derivato di guercio.

Questo verbo, così espressivo e così comune, cela una sfuggente complessità di significato. Di solito sbirciare significa guardare di sfuggita, di nascosto, in maniera rapida e discreta, senza farsi notare: sbircio il compito del compagno di classe, sbircio la ganza che si sta cambiando, sbircio il telefono dell'amico che sta messaggiando. Ma questo verbo compare nel XV secolo col significato di socchiudere gli occhi per vedere meglio - alla maniera del guercio, o meglio dei miopi...

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Sbirro

sbìr-ro

SignGuardia medievale; poliziotto

da birro antico nome dell'agente di polizia, dal latino tardo birrus rosso, preceduto da una s- intensiva.

Questa parola viene comunemente usata per indicare con un tono spregiativo gli agenti di polizia. Un tono che non è implicato dalla radice etimologica: infatti il riferimento al rosso ci racconta semplicemente il colore della casacca che certe guardie del medioevo e del rinascimento indossavano come uniforme. Ma si può intuire il perché di questa piega spregiativa: questi sbirri dei tempi passati spesso non erano che il braccio armato del signorotto di turno, che li impiegava per imporre il...

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Sbobba

sbòb-ba

SignBrodaglia, cibo sgradevole

etimo sconosciuto. Forse ha origine onomatopeica.

Quando si vuole descrivere qualcosa di disgustoso, l'espressività del termine scelto diventa davvero importante. E sbobba è un'affilatissima freccia al nostro arco. Non si sa da dove scaturisca questo termine - che si è diffuso a macchia d'olio, probabilmente da un seme onomatopeico in gerghi familiari prima e col volano di quelli militari poi. Ma non ci sono incertezze sul suo significato: la sbobba è la brodaglia, lo sgradevole cibo semiliquido - o il cibo disgustoso in genere. Ci si...

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Sbolognare

sbo-lo-gnà-re (io sbo-ló-gno)

SignSbarazzarsi di un oggetto di scarso valore, o di una persona sgradita; in particolare, dare via monete false o fuori corso

derivato di Bologna, forse perché a Bologna si facevano oggetti d'oro falso o di bassa lega, con il prefisso s- che ha funzione derivativa.

È una parola i cui significati sono stati per lungo tempo variegati, e derivati da diverse etimologie non sempre chiare: già nell'ottocento sono attestate alcune forme come "bolognare", nel nord Italia, nel senso di imbrogliare - e all'inizio del secolo scorso (rifacendosi all'antica moneta bolognese chiamata "bolognino") "bolognare" acquisiva dapprima il significato di pagare, e poi quello di vendere con furbizia. Infine, qualche decennio più tardi, è emersa con decisione la forma...

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Sbracare

sbra-cà-re (io sbrà-co)

SignTogliere le brache, mettersi in libertà; comportarsi in maniera scomposta; togliere l'imbracatura

derivato di braca, con prefisso s- privativo, che è dal latino braca, di origine gallica.

L'eccezionalità di questa parola sta in un equilibrio particolare e potente: la braca è a un tempo un riferimento basso e un riferimento alto. Basso perché si parla pur sempre di calzoncini, se non di mutande, che non sono proprio corone e scettri; alto perché è un termine ricercato, delicatamente desueto. Questo equilibrio rende la braca un elemento triviale e dignitoso insieme - e si ripercuote sullo sbracare. Letteralmente sbracare significa togliere le brache, i calzoni. Data la...

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Sbraitare

sbrai-tà-re (io sbrài-to)

SignGridare, strepitare, parlare concitatamente e ad alta voce

probabilmente derivato da una voce del latino parlato bragitare, forse di origine onomatopeica.

È una parola molto colorita, dotata di un suono ampio e duro. Sbraitare non vuol dire semplicemente gridare: chi sbraita ha perso il controllo di sé, si abbandona alla concitazione, parla strepitando, magari gesticolando in maniera forsennata. Che sia per protesta, per risentimento o per ira, lo sbraitare dipinge un modo di comunicare tanto aggressivo quanto poco efficace: evoca una confusione in cui è difficile discernere qualcosa, tranne la generica motivazione di fondo. Sbraitano in video...

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Sbranare

sbra-nà-re (io sbrà-no)

SignDivorare riducendo a brandelli; attaccare, straziare

dal francese antico braon 'pezzo di carne'.

Certo che in questa parola il 'brano' è molto specifico. Non che ci sia da stupirsi, anzi: etimologicamente il brano nasce proprio dal francese antico braon, il pezzo di carne, di ascendenza francone. Ma se mi dici che mi fai vedere un brano non mi aspetto un quarto sanguinolento. Magari mi aspetto un passo di un testo, o una partitura - porzioni di un uno organico, o brevi pezzi d'arte presi a sé. Invece lo sbranare ci fa subito venire in mente l'immagine violenta dell'arco di denti che...

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Sbrigativo

sbri-ga-tì-vo

SignDeciso, rapido, brusco; superficiale, frettoloso; che si svolge rapidamente

derivato di sbrigare, a sua volta derivato di briga, cioè impiccio, fastidio, preceduto da una s- privativa.

Questo attributo è meno semplice di quanto possa sembrare. Infatti, se il verbo sbrigare è piuttosto neutro, lo sbrigativo prende dei colori diversi e molto netti. Ma andiamo con ordine. Sbrigare qualcosa significa eseguirla, portarla a termine, liberarsene - togliersi una briga. Ho delle pratiche da sbrigare, sbrigo le faccende di casa, va' pure perché qui me la sbrigo io. L'atteggiamento di chi sbriga qualcosa può ovviamente essere dei più variegati; ma l'inclinazione allo sbrigare...

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