Aerofono in ottone di registro grave, dotato di chiavi e bocchino, oggi in disuso nelle orchestre; registro d’organo
dal francese ophicléide, composto del greco óphis ‘serpente’ e kleís kleidós ‘chiave’.
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Aerofono in ottone di registro grave, dotato di chiavi e bocchino, oggi in disuso nelle orchestre; registro d’organo
dal francese ophicléide, composto del greco óphis ‘serpente’ e kleís kleidós ‘chiave’.
Infezione suppurante di un follicolo
voce dotta recuperata dal latino furùnculus ‘getto della vite; foruncolo’, propriamente ‘ladruncolo’, diminutivo di fur ‘ladro’.
Che si adopera ad aggravare un’accusa, una diffamazione, un’insinuazione
derivazione dotta, dal latino sarcinare ‘caricare’, che è da sàrcina ‘fardello, fagotto’, con prefisso con-.
Di fluido, fuoriuscire da un interstizio, una fessura o simili; trarre via da un ambiente ostile, specie riferito a piccoli reparti di militari o agenti segreti
da infiltrare, con sostituzione del prefisso es- contrario a in-.
Che promuove, sostiene, favorisce
voce dotta recuperata dal latino fautor, da favère ‘favorire’.
Quanto basta, a sufficienza; alquanto
da bastanza derivato di bastare, col prefisso a-.
Varietà linguistica: emiliano-romagnolo — Ospedale
dal latino hospitale(m), aggettivo di hospes ‘ospite’, in origine ‘stanza degli ospiti, albergo’, poi genericamente ‘ricovero’, e infine ‘ricovero per ammalati’.
Frutti di molte piante appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee della pianta di forma sferica o oblunga, di solito di colore arancione, dalla polpa dolce e dai semi edibili; testa vuota
formazione di origine romanza, per aferesi da cozucca, metatesi di cocuzza, dal latino cucutia cioè ‘frutto simile alla zucca’.
Libretto di poche pagine, in sé compiuto e di argomento circoscritto, specie divulgativo o pubblicitario
voce dotta recuperata dal latino opùsculum, diminutivo di opus ‘opera’.
Enorme, smodato, specie riferito ad appetiti, pasti e simili
dal nome di Pantagruel, gigante insaziabile protagonista di alcuni romanzi cinquecenteschi di François Rabelais.
Liberare dalle pulci; esaminare minuziosamente
derivato parasintetico di pulce, col prefisso sottrattivo s-.
Fievole, esile; lamentoso, triste, supplichevole
voce dotta recuperata dal latino flebilis ‘piangente, lacrimevole’, da flère ‘piangere’.
Gruppo di persone riunito per una gita, una festa e simili
voce dotta recuperata dal latino tardo comitivus, derivato di comes ‘compagno’.
Insostenibile fallimento; recipiente di vetro protetto con paglia intrecciata per contenere liquidi
dal latino tardo flasco, dal germanico flasko (probabilmente gotico).
Come sostantivo, voce che canta nel registro più acuto; apposto al nome di uno strumento musicale, indica un taglio acuto dello strumento stesso
dal latino volgare ricostruito come superanus ‘superiore’, derivato di super ‘sopra’.
Qualcosa di simile
dalla locuzione latina quid sìmile ‘qualche cosa di simile’.
Che non ricorda; incurante
dal latino dementicus, da demens ‘folle’, letteralmente ‘fuori di mente’.
Che non si può diminuire; che non si può ridurre a unità o uniformità con altro; ineliminabile, originario; irremovibile, ostinato
da riducibile, che è dal latino redùcere ‘ridurre’, col prefisso negativo in-.