Purificarsi da una colpa scontando una pena
dal latino: expiare placare la collera di una divinità con riti e sacrifici, composto da ex intensivo e pius pio.
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Purificarsi da una colpa scontando una pena
dal latino: expiare placare la collera di una divinità con riti e sacrifici, composto da ex intensivo e pius pio.
Sosta, dimora; pregevole sedile di legno dotato di braccioli e schienale, ordinato in serie; nel gioco degli scacchi, situazione in cui un giocatore non può compiere alcuna mossa; in generale, situazione bloccata; diminuzione di portanza dell’ala di un aereo dovuta al distacco della corrente d’aria dal dorso dell’ala stessa
dal francone: stall sosta. Da cui anche “stalla”.
Figura retorica che consiste nell’accostare due parole contrapposte
dal greco oxýmoron, composto da oxýs ‘acuto’ e morós ‘ottuso’.
Di persona imprevedibile, che ha sbalzi d’umore; che subisce l’influsso delle fasi lunari
dal latino: lunaticus epilettico, che soffre di pazzia secondo le fasi lunari, ricalcato sul greco: seleniakos, da selene luna.
In psichiatria, impulso anormale a parlare oscenamente; in generale, tendenza al turpiloquio
composto dal greco: kopros sterco e lailia chiacchiera.
Oscillazione di piccola ampiezza e alta frequenza; tremito; fremito
dal latino: vibratio lancio, da vibrare agitare, scuotere, essere pieni di energia, scintillare.
Floscio, vizzo
etimo incerto; probabilmente da avvicinare al francese: mince sottile e alla voce settentrionale: vencio vizzo.
Invettiva, discorso duro e polemico
dal nome delle Filippiche, orazioni che l’ateniese Demostene pronunciò contro il re di Macedonia Filippo II tra il 351 e il 340 a.C.
Che asseconda la volontà di chi lo guida; che è disposto ad apprendere
dal latino: docilis, da docere insegnare.
Spedizione che parte dalla costa diretta verso il centro di un territorio
dal greco: anabasis, dal verbo anabaino salire.
Rapporto patologico in cui due entità dipendono l’una dall’altra per la propria sopravvivenza; in particolare, situazione economica patologica, propria dell’Italia dei primi anni ‘30, in cui gli istituti di credito finanziavano industrie che diventavano dipendenti da quel credito, e da cui gli istituti divenivano dipendenti in quanto fulcro dei loro investimenti
neologismo coniato nel 1962 dall’economista Raffaele Mattioli, traendolo da catoblepa nome di un mitico quadrupede africano la cui testa sarebbe stata così pesante da imporgli di guardare sempre in basso: questo nome deriva dal greco: katablepo guardare in basso.
Spregevole, vile, ripugnante
dal latino: abiectus participio passato di abicere buttar via, composto di ab da e iàcere gettare.
Mezzo capace di rispondere ad una necessità; in particolare, mezzi finanziari
dal latino: resurgere risorgere, attraverso il francese: ressource.
Persona alta e robusta; persona furba; interiezione
dal nome di Sacripante, personaggio della letteratura epico-cavalleresca, presente ne “L’Orlando innamorato” di Boiardo e ne “L’Orlando furioso” di Ariosto.
Lega di rame, zinco e stagno che d’aspetto è simile all’oro
dal nome del suo inventore, l’orologiaio inglese Christopher Pinchbeck, vissuto fra il 1670 e il 1732.
Sovrabbondanza, gran quantità; condizione medica in cui la massa del sangue è superiore alla norma; in botanica, eccesso patologico di produzione di succhi nella pianta
dal greco: pletora pienezza, abbondanza.
Quartiere abitato da minoranze emarginate - in particolare, storicamente, gli Ebrei
dal nome del quartiere di Venezia in cui furono relegati gli Ebrei all’inizio del ‘500: ospitando una fonderia era chiamato geto getto, intendendo i getti di metallo fuso; gli Ebrei Aschenaziti, originari della Germania, pronunciavano questo nome con la g dura - da cui l’odierno ghetto.
Che ha una particolare tendenza ideologica, non oggettivo
da tendenza, a sua volta dal verbo tendere, dal latino: tèndere verbo ricco di significati come tendere, offrire, dirigere.