Attenuare, calmare, placare
dal latino lenis ‘delicato, leggero, dolce’.
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Attenuare, calmare, placare
dal latino lenis ‘delicato, leggero, dolce’.
Di notte, durante la notte
dalla locuzione latina noctis tempore.
Separazione delle particelle solide sospese in un liquido; purificazione
voce dotta recuperata dal latino decanthare, derivato di canthus ‘angolo’, ma anche ‘orlo di vaso’, con prefisso de- che indica discesa.
In matematica, di grandezze omogenee che non hanno sottomultiplo comune, cui rapporto è espresso da un numero irrazionale; privo di paragone, che non può essere misurato, immenso
voce dotta recuperata dal latino tardo incommensurabilis, derivato di commensurābilis ‘commensurabile’ con prefisso negativo in-.
Che tratta le altre persone in modo amabile e cordiale; cortese, gentile
voce dotta recuperata dal latino affabilis, letteralmente ‘(persona) con cui si può parlare’ — dal verbo affari ‘rivolgersi a’, derivato di fari ‘parlare’, con prefisso ad-.
Privo di valore legale, non compiuto secondo le forme previste dalla legge; privo di valore, vano, inutile, senza conseguenze
dal latino ìrritus ‘non valido, inefficace’, da ratus ‘valido, confermato’, propriamente participio passato di reri ‘calcolare, stimare’, con prefisso negativo in-.
Nome del primo periodo geologico dell’Era Mesozoica e del relativo sistema di stratificazioni rocciose
dal tedesco Trias, coniato per indicare tre successioni rocciose tipiche della regione alpina e dell’Europa Centrale, con il suffisso -ico usato per alcuni termini stratigrafici.
Triplice parola di genere femminile: ‘tossica’, ‘toscana’ e ‘albanese del Sud’; è anche il titolo, dal nome della protagonista, di una nota opera di Giacomo Puccini, rappresentata al teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900.
con il significato di ‘tossico’ è un esito popolare del latino tòxicum ‘veleno’; con quello di ‘toscano’, deriva dal latino Tuscus ‘etrusco’; nel terzo caso viene dall’albanese Toskë, appunto ‘albanese del sud’.
Come preposizione, originato da; come aggettivo e sostantivo, che non è più in carica, che ha cessato di svolgere una certa funzione
voce latina, preposizione che ha per significati principali ‘fuori da, via’.
Arte della rasatura
dal francese pogonotomie, composto con elementi greci derivati di pógon, ‘barba’, e témnein, ‘tagliare’.
Pieno, ben colmo
participio passato contratto di ricolmare, derivato di colmare, dal latino culmen ‘sommità, culmine’, con prefisso ri-.
Privo di forza morale, inerte e vigliacco davanti alle scelte da compiere
voce dotta, recuperata dal latino ignavus, derivato di (g)navus ‘diligente, operoso, attivo’, con prefisso negativo in-.
Stizzito, irritato
participio passato di indispettire, composto parasintetico di dispetto, derivato dal latino despectus, participio passato di despìcere, da spècere ‘guardare’ con prefisso de- che indica movimento dall’alto in basso.
Funesto, di cattivo augurio, causa di rovina
voce dotta recuperata dal latino nefastus, derivato di fastus ‘fasto, lecito’, col prefisso ne- ‘non’.
Nel culto cristiano, edicola o nicchia contenente immagini sacre o il vino e l’ostia consacrati sull’altare. Nel culto ebraico era un santuario mobile costituito da pelli e tende, in cui si conservava l’Arca dell’Alleanza contenente le tavole della legge, e che venne poi ampliato nel Tempio una volta che il popolo ebraico si stabilì nella Terra Promessa
dal latino tabernaculum ‘baracca, capanna provvisoria’, da taberna, cioè ‘capanna’ ma anche ‘tenda augurale’, luogo in cui il sacerdote riceveva gli auspici dalle divinità.
Lastra di pietra verticale incisa con immagini o iscrizioni; nelle piante vascolari, parte centrale di radici e fusto
voce dotta recuperata dal latino stela, dal greco stéle ‘colonna’, da stéllo ‘mettere in piedi’.
Caratteristica di ciò che ha natura di minerale o contiene minerali
da minerale, dal latino medievale mineralis, derivato di minera ‘miniera’, derivato dalla voce celtica ricostruita come meina ‘minerale grezzo’.
Ciascuno dei segni che costituivano l’antico alfabeto germanico, diffuso fra il II e il XII secolo
dal latino tardo runa o dal tedesco Rune, a partire da una voce proto-germanica ricostruita come runa, col significato di ‘segreto’.