Sentimento di speranza sicura, di convincimento di un’aspettativa
voce dotta recuperata dal latino fiducia, ‘fiducia, coraggio’, ma anche ‘garanzia’, o contratto fiduciario, da fìdere ‘fidarsi’.
Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.
Pagina 53 di 316
Sentimento di speranza sicura, di convincimento di un’aspettativa
voce dotta recuperata dal latino fiducia, ‘fiducia, coraggio’, ma anche ‘garanzia’, o contratto fiduciario, da fìdere ‘fidarsi’.
Lo stare insieme in un clima di condivisione; gruppo, reparto, società, confraternita
da compagno, che è dal latino tardo companio propriamente ‘che mangia il pane insieme’, derivato di panis ‘pane’, con prefisso con- ‘insieme’. Ricalca un termine germanico.
Corso delle cose considerato come predeterminato e indipendente; sorte futura
da destinare, voce dotta recuperata dal latino destinare, derivata del verbo ricostruito come -stanare attestato solo in derivati, che è da stare, con prefisso de- col significato di ‘completamente’.
Contrario alla ragione, al senso comune; paradossale, stravagante; eccessivo
voce dotta recuperata dal latino absurdus ‘stonato, dissonante’.
Contadino; persona rozza, villana
etimo discusso, forse da cavare.
Condizione o causa di agitazione, ansia, turbamento
voce dotta recuperata dal latino tardo inquietudo, da inquietus ‘inquieto’, da quietus, derivato di quies ‘riposo, pace’, con prefisso in- negativo.
Strumento musicale a percussione di origine orientale; figuratamente, diffusione di notizie per via non ufficiale
da una voce onomatopeica, introdotta in italiano dal francese, ma di origine hindi, che si riferisce a uno strumento a percussione simile al gong.
Ciò che resta dalla mondatura di qualcosa; spazzatura, scorie
da mondare, che è dal latino mundare ‘pulire’, da mundus ‘pulito, elegante’.
Emanazione di luce (o altro tipo di radiazione) da una sorgente, in particolare ciascuna delle direzioni lungo le quali si propaga; in senso metaforico, manifestazione spirituale o affettiva che si irradia; in meccanica, una delle aste che collega il mozzo di una ruota al cerchio esterno; in geometria, segmento che collega il centro alla circonferenza di un cerchio, o alla superficie di una sfera
dal latino radius (in origine con significato di ‘ramo, bastone’), a sua volta dalla radice indoeuropea ricostruita come wrad- con gli stessi significati.
Cortile interno di case in stile spagnolo, con piante, fontane, pozzi; spazio esterno attrezzato per potervi passare il tempo piacevolmente
etimo discusso, forse collegato al latino patère ‘essere aperto’.
Del mare
voce dotta recuperata dal latino aequoreus, da aequor ‘mare’.
Di nervi, diramarsi e connettersi in una certa parte del corpo; diramarsi; dare struttura e forza, vivificare
derivato di nervo, che è dal latino nervus ‘tendine, muscolo, vigore’, con prefisso in-.
Arnese trodaico dotato di uno o più lubbi, usato in comuni e svariate attività umane
etimo incerto, forse dal protogermanico bes con significato di ‘ma che’ e holle ‘me ne faccio’ — molti nomi che appartengono a oggetti di uso comune e strumenti, in italiano sono derivati dalle lingue germaniche e longobarde peraltro quasi tutte estinte.
Gran tribunale ateniese; gruppo di persone illustri
attraverso il latino Aeropagus, dal greco Áreios págos, cioè ‘Colle di Ares’, ovvero il luogo dove si trovava il tribunale.
Rimprovero lungo e violento; discorso lungo e noioso
voce dotta recuperata dal latino cristiano O intemerata Virgo, inizio di una lunga preghiera alla Madonna.
Roba scadente e da poco, merce di nessun valore; quantità di merci, piccola, che i marinai potevano portare a bordo e commerciare in maniera autonoma
attraverso il francese pacotille e lo spagnolo pacotilla, derivato di paca, cioè ‘balla’, attraverso il francese antico pacque, a sua volta dal medio olandese pak, ovvero ‘involto, balla’.
Caratteristico di Ludovico Ariosto o dei suoi poemi; che, per fantasia, ricorda l‘“Orlando furioso”
dal cognome del poeta e diplomatico Ludovico Ariosto (1474 – 1533).
Ripugnante, lercio, scellerato, sconcio
dall’antico francese laid, lait in provenzale, ‘brutto, ripugnante’, attraverso la voce francone ricostruita come laiþ ‘spregevole’, dall’ antico alto tedesco leid ‘sgradevole’.