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Velleità

vel-lei-tà

SignAspirazione inattuabile

dal latino scolastico: velleitas, definita da San Tommaso come "volontà incompleta", dal latino velle volere.

"Aspirazione inattuabile per incapacità", si vede spesso scritto sui dizionari. Ed in effetti una volontà parziale è assolutamente inidonea a perseguire qualunque aspirazione - generando un'incapacità del tutto simile, nei risultati, alle grandi impossibilità di fatto, agli insormontabili ostacoli oggettivi. Sogni deboli, incerti, azioni pigre o fragili sono cifra della velleità. Fare foto in bianco e nero a stilografiche su libri o a rose su pianoforti è un chiaro segno di velleità da...

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Vellicare

vel-li-cà-re (io vèl-li-co)

SignSolleticare, stimolare piacevolmente

dal latino vellicare, intensivo di vellere svellere, staccare, pizzicare, strappare il pelo.

Una parola che non capita spesso di sentire, ma che esprime un concetto comune con una sensualità straordinaria. Vellicare significa solleticare - sia in senso concreto, sia in senso figurato. E lo significa con una malizia, con un richiamo tattile tanto forte che il concetto stesso riesce amplificato: la mano che sfiora, che pizzica il pelo. Quanto è più colorita l'immagine della ragazza che sulla spiaggia vellica il petto del ragazzo che le piace, rispetto al banale solletico; quanto è...

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Venerare

ve-ne-rà-re (io vè-ne-ro)

SignRiverire, onorare

dal latino: venerare domandare una grazia agli dèi, da Venere, a cui in particolare venivano indirizzate domande di grazia.

La venerazione, più contemplativa e meno verbosa ed esagerata dell'adorazione, è il tributo di una riverenza sincera, sentita, di un profondo onore che col cuore si ammira in qualcuno o in qualcosa. Nella nostra cultura la venerazione è propria del culto del santo, del religioso: e se il nesso spirituale, fin dall'origine della parola, è innegabile, altrettanto è affermabile il nesso con la bellezza e l'amore, dominii assoluti di Venere sul genere umano. Saranno quindi più propriamente le...

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Venia

vè-nia

SignPerdono per una colpa leggera

dal latino: venia grazia, favore, permesso - probabilmente legato a Venere.

È una parola che vive principalmente nella locuzione "chiedere venia", cortese richiesta di un lieve perdono - che si intreccia bene con le variegate sfumature del significato latino, secondo cui la venia è accostata al permesso, al favore. Si tratta comunque di una locuzione di registro elevato: se interrompendo una conversazione si dice "chiedo venia", piuttosto che "scusatemi", si dà un tono aulico (se non scherzoso) all'intromissione - per quanto ammantato di umiltà. Piuttosto comune è...

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Venusto

ve-nù-sto

SignDi belle forme

dal latino: venustus leggiadro, bello, elegante, amato o che suscita amore, da Venus Venere.

Si tratta di una parola che avrebbe tanto da dire - ma purtroppo mancano le occasioni per usarla in maniera disinvolta e comprensibile. Anche perché spesso viene confusa con "vetusto" che invece significa vecchio - aprendo la porta a tragici malintesi. Il venusto è innanzitutto il bello fisico, del corpo - specie femminile, rimandando direttamente alla dea della bellezza. Per estensione acquisisce una lunga serie di significati collaterali, sempre positivi, quali leggiadria, eleganza,...

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Verecondo

ve-re-cón-do

SignPieno di modestia e pudore, riservato

dal latino: verecundia, da vereri aver riguardo, provare riverenza; -cundus è un suffisso proprio degli aggettivi verbali.

La vercondia è quel sentimento di trasparente riservatezza che nasce non dalla vergogna e dall'insicurezza, ma dal rispetto. In sé non ha niente di sconveniente: non è una timidezza orgogliosa, non è una pudicizia sforzata e ipocrita. E' la riverenza cristallina che arrossisce con presenza di spirito.

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Vergare

ver-gà-re (io vér-go)

SignTracciare linee parallele; scrivere a mano

dal latino: virgatus rigato con linee parallele, riferito a tessuti e pergamene - a sua volta da virga verga, bastone.

Il calligrafo traccia impalpabili linee, prima di intingere il pennino e disegnare le lettere, in modo che le sue righe siano infine perfettamente dritte - a mo' di quaderno a righe prestampate. Il gesto del segnare queste linee, il vergare, è sempre stato talmente caratteristico dello scrivere a mano che il suo nome è passato a intendere lo scrivere a mano stesso - non senza una certa solennità. Si potrà ritrovare una lettera d'amore di un qualche lontano parente, vergata con grafia...

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Vergogna

ver-go-gna

SignSentimento di disagio rispetto ad una condanna sociale; disonore

dal latino: verecundia, da vereri riverire, aver rispetto.

Rispetto alla nobile gemella allotropa 'verecondia', questa parola ha preso una via popolare più dura, scura, di turbamento più grande e più serio. La vergogna, davanti ai propri modelli, è il sentire del fallimento, dell'errore, l'inadeguatezza rispetto al proprio ruolo. È molto più dell'imbarazzo, sociale e alla fine quasi ridanciano; la vergogna tocca corde profonde, identitarie. Proseguendo, è molto facile il discorso sull'assenza di vergogna al giorno d'oggi: sfrontate facce di bronzo...

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Vernissage

SignInaugurazione privata di una mostra d'arte

voce francese, che propriamente significa ‘verniciatura’.

Una volta terminato un dipinto, è consuetudine apporvi una vernice trasparente che lo protegga che lo renda più luminoso. E questo, propriamente, è il vernissage. In passato, durante questa fase finale, l’artista invitava una cerchia ristretta di amici e cultori per assistervi: era una sorta di battesimo del dipinto. Oggi il vernissage è l'inaugurazione privata di una mostra d'arte, ancora non aperta al pubblico, a cui partecipano pochi eletti - personalità importanti, critici, giornalisti....

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Veronica

ve-rò-ni-ca

SignIcona del volto di Cristo; gesto con cui il torero scarta di lato facendo scorrere la cappa sul muso del toro

dal nome proprio Veronica, probabilmente alterazione di Berenice, che in greco è Beronìke.

'Veronica' è un diffuso nome proprio femminile, ma non molti sanno che attraverso un percorso stupefacente dà vita ad altri significati. Il primo trae origine da un episodio della passione di Cristo, in cui una pia donna asciuga con un panno il volto sudato e insanguinato di Gesù che sta portando la croce durante la sua ascesa al Golgota: su quel panno ne sarebbe rimasta impressa l'immagine. Ora, i Vangeli canonici non riportano il nome di costei, ma secondo alcune tradizioni si sarebbe...

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