Kajal, trucco nero per gli occhi
dall’arabo kuḥl, cioè ‘ombretto, polvere di antimonio’, ma anche ‘collirio’, appartenente alla famiglia del verbo kaḥala, ovvero ‘tingersi le palpebre’.
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Kajal, trucco nero per gli occhi
dall’arabo kuḥl, cioè ‘ombretto, polvere di antimonio’, ma anche ‘collirio’, appartenente alla famiglia del verbo kaḥala, ovvero ‘tingersi le palpebre’.
Capacità dei sistemi viventi di riprodurre sé stessi, replicando e conservando la relazione degli elementi da cui sono composti; proprietà di ogni sistema capace di riprodurre invariata la propria organizzazione indipendentemente dalle circostanze
conio dei biologi Humberto R. Maturana e Francisco J. Varela del 1980, composto dal greco autós ‘da sé’, poíesis ‘creazione’.
Per gli antichi, abitante della parte opposta del mondo; al plurale, coppia di punti diametralmente opposti sulla sfera terrestre
voce dotta recuperata dal latino antìpodes, prestito dal greco antípus, composto di antì ‘contro’ e pùs ‘piede’.
Solo nell’espressione ‘alla carlona’, superficiale, trascurato, fatto in modo grossolano
dall’antico francese Charlon, caso obliquo di Charles, riferito a Carlo Magno.
Capo autoritario
voce spagnola, derivata del latino caput secondo un’evoluzione non chiara.
Che risuona in modo cupo; pieno di caverne; profondo e scuro come una caverna
da caverna, voce dotta recuperata dal latino caverna, derivata di cavus ‘cavo, vuoto’.
Retrivo, reazionario, con idee e convinzioni antiquate
derivato di parrucca, di incerta origine francese.
Sbigottito, stravolto, smarrito, stupito, ma anche nervoso, agitato
voce romanesca, dal verbo stranisse, propriamente ‘diventare strano’.
Posteriore, specie riferito a un elemento architettonico retrostante di un edificio
voce dotta recuperata dal latino posticus ‘posteriore, retrostante’, derivato di post ‘dietro’.
Coraggioso, audace, spavaldo, sfacciato, originale
dal francese antico hardi ‘coraggioso’, che è dal verbo francone ricostruito hardjan ‘rendere duro’ , dall’ipotetica radice germanica hard ‘duro’.
Il mormorare, il produrre un rumore sommesso; diceria, maldicenza
voce dotta recuperata dal latino murmuratio ‘brontolio, mormorio di protesta’, da murmur ‘mormorio, rumore’, di origine onomatopeica.
Svoltare rapidamente dietro l’angolo di un edificio per evitare un incontro; andarsene velocemente di nascosto; sottrarsi a un obbligo, a una responsabilità, evitare un discorso, un coinvolgimento; smussare agli angoli
composto parasintetico di cantone, dal latino canthus, ‘cerchione’ (ma che doveva avere anche significati generici non attestati di ‘bordo, angolo’), di origine dibattuta.
Come sostantivo: composizione strofica omoritmica a uso della liturgia protestante; coro amatoriale. Come aggettivo: destinato o riferito al coro; concorde
derivato da ‘coro’, a sua volta da chorus, prestito latino di origine greca: khorós, ‘danza corale’ e ‘canto corale’.
Ancor più, sempre più
composto da vie, variante dell’avverbio via, anticamente nel senso di ‘molto’, e più.
Interiezione dal significato letterale di ‘sia lode a Dio’ presente numerose volte nella Bibbia ebraica; parte specifica della liturgia della messa cattolica che precede la lettura del Vangelo (omessa in tempo di quaresima) e della liturgia greco-ortodossa
dall’ebraico Halləluyah, parola composta da hallelu (‘sia lode’) e yah (prima parte del tetragramma sacro che indica il nome di Dio in ebraico e che non va mai né scritto né pronunciato nella sua interezza). La parola è rimasta invariata nei secoli passando attraverso il greco, il latino e diffondendosi in moltissime lingue.
Prescrizione medica; espediente, accorgimento, programma, norma; spiegazione dettagliata della preparazione di un piatto o una bevanda
dall’espressione del latino medievale formula recepta ‘formula ricevuta’ (in cui ‘formula’ viene sottinteso), riferito alle prescrizioni mediche.
Figura retorica che consiste nello sminuirsi in modo autoironico per attrarre il favore di chi ascolta
voce dotta recuperata dal latino chleuasmos o forse direttamente dalla voce greca da cui quello deriva, chleuasmós ‘dileggio’, a sua volta da chleuázo ‘scherzare, dileggiare’.
Fortificare, rinvigorire, ritemprare; avvalorare
voce dotta recuperata dal latino, derivata di roborare ‘irrobustire’ — a sua volta da robur ‘forza’, ma anche ‘quercia’ — col prefisso co-.