Nome generico della famiglia dei formicidi, che comprende circa 15.000 specie e appartiene, insieme alle vespe, alla superfamiglia vespoidea. Da non confondere con le termiti, che sono invece apparentate alle blatte
Rituale d’augurio con cui si alzano i bicchieri, facendoli eventualmente toccare; discorso pronunciato in accompagnamento del rito; per estensione musica, di carattere brillante e conviviale, eseguita in tali occasioni
dalla locuzione tedesca (ich) bringe dir’s, ‘lo porto a te’, sottinteso il bicchiere, ossia ‘lo bevo alla tua salute’.
Motivo architettonico a sviluppo verticale di forma lunga e stretta, generalmente sovrapposto come ornamento a campanili o simili strutture; formazione rocciosa sottile e appuntita, che si erge isolata
aferesi dell’antico italiano agùglia ‘ago, obelisco, piramide’, che probabilmente attraverso il provenzale agulha deriva dal latino acùcula, forma diminutiva di acus ‘ago, oggetto appuntito’.
In formule di cortesia, risponde a chi ringrazia o si scusa, o invita a entrare, accomodarsi, accettare, servirsi; con tono interrogativo, per invitare qualcuno a ripetere qualcosa che non si è capito; termine letterario per ‘preghiera’
da pregare, dal latino precari, da prex ‘supplica, preghiera’.
Enorme, di proporzioni gigantesche, abbondantissimo; insaziabile, smodato
dal nome di Gargantua, gigante delle opere di François Rabelais, che allude alla gola tramite la base fonosimbolica garg-, che nelle lingue neolatine si riferisce proprio a gola, gozzo e simili.
Ricostruzione di antichi edifici e monumenti con le parti originali cadute a terra, secondo la struttura originale
secondo alcune fonti, dal greco anastélosis, derivato di stelóo ‘innalzare come monumento’ col prefisso ana- nel senso di ‘indietro’; forse da stýlosis ‘colonnato’, col prefisso ana- nel senso di ‘sopra, su’.
Anfibio dell’ordine degli anuri. Nel lessico scientifico il nome è riservato alla famiglia dei ranidi; nel lessico comune può applicarsi a varie specie di diverse famiglie, accomunate dall’habitat acquatico
Di Alessandria d’Egitto, e della cultura che vi fiorì; raffinato, prezioso fino all’eccesso; verso della poesia francese e italiana, doppio senario o settenario; della città piemontese di Alessandria
con riferimenti differenti, dal nome di Alessandro, Aléxandros in greco, letteralmente ‘protettore d’uomini’.
Che appartiene o che è proprio della corrente artistica dei preraffaelliti, artisti che andavano contro le nozioni accademiche nell’Inghilterra di metà Ottocento
dall’inglese preraphaelite, composto da prefisso pre- e da Raphael, Raffaello. A sua volta il nome Raffaello, variante di Raffaele, è un nome teoforico biblico, portato da uno degli arcangeli, dall’ebraico Rafa’el col significato di ‘Dio guarisce’.