Totalità di ciò che esiste; mondo concreto, materiale
da reale, derivato dal latino res ‘cosa’.

Le parole della filosofia hanno spesso la dimensione di un gergo specialistico, ma gli interrogativi che inseguono nascono dalla comune esperienza della vita.
Con Salvatore Congiu, insegnante e studioso di filosofia, un martedì su due cattureremo una di queste parole filosofiche, cercando di coglierne il significato, la maturazione storica e soprattutto calibrando l’uso che se ne può fare nel normale confronto con la realtà della nostra esperienza — in un viaggio che va dall’origine prima della filosofia occidentale fino ai giorni nostri.
Totalità di ciò che esiste; mondo concreto, materiale
da reale, derivato dal latino res ‘cosa’.
Amore disinteressato e dedizione per le altre persone
dal francese altruisme.
Qualità di ciò che lascia passare la luce; qualità del facilmente comprensibile; chiarezza, schiettezza; in politica, mancanza di ambiguità
voce dotta recuperata dal latino medievale transparens, derivato di apparens ‘apparente’, con sostituzione del prefisso con trans- ‘attraverso’.
Nome di diverse dottrine filosofiche; atteggiamento di valutazione oggettiva delle circostanze; movimento artistico ispirato a una fedele rappresentazione della realtà
da reale, derivato del latino res ‘cosa’.
Concezione per cui la specie umana è superiore alle altre specie animali, e che giustifica lo sfruttamento degli animali da parte dell’uomo
calco dell’inglese speciesism a partire da specie, voce dotta recuperata dal latino species, propriamente ‘aspetto, forma esteriore’, derivato di spècere ‘guardare’.
Carattere di chi o ciò che non ha forza, energie, solidità, o è in difetto, fragile, irresoluto, o indulge in comportamenti erronei
da debole, dal latino débilis ‘debole, malfermo’.
Condizione di chi deve rendere conto di azioni proprie o altrui; consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze derivate, assennatezza; colpevolezza
su modello del francese responsabilité, che a sua volta è modellato dall’inglese responsibility, ma deriva da responsable dal latino responsus, participio passato di respondère, formato da re- e spondère ‘promettere, impegnarsi solennemente’.
Disposizione morale che induce l’essere umano a perseguire con costanza il bene e a praticarlo; qualità positiva, dote; potere, capacità di determinare un certo effetto
voce dotta recuperata dal latino virtus, ‘forza, valore’, da vir ‘uomo’.
Parte sotterranea di una costruzione, che ne rende il peso; complesso dei principi alla base di una disciplina; motivo, ragione valida
dal latino fundamentum, da fundàre ‘porre le fondamenta’, derivato di fundus ‘fondo’.
Accordo, specie segreto, e anche amoroso; collaborazione, coordinazione, affiatamento
da intendere, voce dotta recuperata dal latino intèndere, derivato di tèndere ‘tendere’, col prefisso in- ‘dentro’.
In filosofia, di atteggiamento culturale che considera superate le certezze ideali, filosofiche, scientifiche della modernità e abbraccia incredulità, frammentazione, ironia
composto di post- e moderno, calco sulla voce inglese post-modern.
Valore, principio etico per cui si riconosce a ciascuno il suo; applicazione della legge; atto con cui si realizza la giustizia
dal latino iustitia, da iustus ‘giusto’, da ius ‘diritto, legge’.
Idea, modello, racconto esemplare; modello grammaticale della declinazione di un nome o della coniugazione di un verbo; in filosofia della scienza, sistema coerente di teorie e metodi adottata da una comunità scientifica che caratterizza una certa fase dell’evoluzione del sapere scientifico
voce dotta recuperata dal latino tardo paradìgma, dal greco parádeigma ‘modello, esempio’, da paradeiknýnai ‘mostrare confrontando’, derivato di deiknýnai ‘mostrare, indicare’, col prefisso pará- ‘presso, vicino’.
Che non può essere dimostrato infondato, erroneo
da confutabile, derivato di confutare, che è voce dotta recuperata dal latino confutare ‘abbattere, reprimere’, con prefisso negativo in-.
Privo di senno; che agisce in modo sconsiderato, irrazionale; ossessionato; estremamente grande o intenso; che gira a vuoto
dal latino follis ‘sacco di cuoio, pallone’, da cui figuratamente ‘testa vuota’ e quindi ‘stolto’.
Trasferimento di un bene o un diritto; perdita della ragione; estraniazione da sé stessi; per Marx, estraniazione dell’essere umano dall’oggetto del suo lavoro
voce dotta recuperata dal latino alienatio, da alienare, che è derivato da aliènus a sua volta da àlius ‘altro’.
Spiegazione, in particolare di significati esatti o reconditi; attribuzione di significato a un fatto; modo d’intendere; modo di sostenere un ruolo o eseguire una composizione
voce dotta recuperata dal latino interpretatio, derivato di interpretari, che a sua volta viene da interpres ‘negoziatore, mediatore’, e poi ‘traduttore, commentatore’; questo è derivato dalla radice di prètium ‘prezzo’, col prefisso inter- ‘fra, in mezzo’.
Movimento filosofico-culturale sviluppatosi in Europa nel corso del XVIII secolo, che si proponeva di combattere il pregiudizio e la superstizione con la promozione della razionalità
dalla radice di illuminare, col suffisso -ismo, ricalcato sul tedesco Aufklärung ‘chiarimento, rischiaramento’.
Complesso di filosofie contemporanee che affermano il primato dell’esistenza sull’essenza
derivato da esistenziale sul modello del tedesco Existentialismus.
Verbo che esprime l’esistenza, l’accadere, l’appartenere; collega soggetto e predicato; introduce elementi che determinano il soggetto nei suoi stati, funzioni, etc; ciò che esiste; esistenza
attraverso il latino parlato essere, dal classico esse, di origine indoeuropea.
La condizione dell’autentico, vero, reale; originalità, genuinità, schiettezza; l’esistenza in cui il singolo ritrova il proprio più profondo sé stesso
voce dotta recuperata dal latino tardo authènticus, prestito dal greco authentikós, da authéntes ‘che è fatto da sé’, composto di autós ‘sé stesso’.
Che non si può esprimere con le parole; eccezionale, straordinario
voce dotta recuperata dal latino ineffàbilis, che col prefisso negativo in- è derivato di effàbilis ‘che si può dire’, da effari ‘pronunciare, dire chiaramente’, a sua volta da fari ‘parlare’, con prefisso ex-.
Elemento, segno considerato rappresentativo di un concetto, di una condizione, di un’organizzazione; segno convenzionale, specie in vari ambiti scientifici; emblema
dal latino sýmbolus, dal grreco sýmbolon ‘contrassegno’, derivato dal tema di symbállo ‘accostare, confrontare’, da bállo ‘mettere’ col prefisso syn- ‘con’.
Dottrina filosofica per cui l’affermazione teorica ha validità solo se confermata dalla sua applicazione pratica; atteggiamento volto alla concretezza; tendenza alla spregiudicatezza
prestito dall’inglese pragmatism, dal greco prâgma ‘fatto’.
Atteggiamento filosofico che nega l’esistenza di qualunque valore o verità
derivato del latino nihil ‘nulla’, col suffisso -ismo.
Generoso, magnanimo; fautore del liberalismo; mentalmente aperto e rispettoso delle libertà altrui
voce dotta recuperata dal latino liberalis ‘proprio, degno di uomo libero’, e anche ‘nobile, generoso’, da liber ‘libero’.
Disordine politico dovuto a debolezza o mancanza di governo; disordine, mancanza di disciplina; serie di dottrine filosofiche che dall’Ottocento, secondo diversi ideali, propugnano l’abolizione di ogni potere costituito
dal greco anarchía, derivato di arché ‘potere, comando’ con prefisso negativo an-.
Complesso dei principi e delle idee proprie di un’epoca, un gruppo, un movimento, una classe, un autore e simili
dal francese idéologie, composto del greco idéa ‘idea’ e -logía ‘studio, discorso’.
Stato di agitazione, di affanno, di ansia che si accompagna a preoccupazione e paura; in filosofia, sgomento davanti al confronto fra la propria limitatezza e le possibilità infinite del mondo
dal latino angustia ‘strettezza’, da àngere ‘stringere’.
Stabilito, individuabile, posto, reale; affermativo, comprovante, favorevole; pragmatico, costruttivo
voce dotta recuperata dal latino positivus, derivato da pòsitum, participio passato di pònere ‘porre, mettere’.
Che tende solo al proprio utile; dottrina filosofica che riconosce nel perseguimento della massima felicità per il maggior numero di individui il fine dell’agire morale
da utilitario, modellato secondo il francese utilitaire a partire da utile, voce dotta recuperata dal latino ùtilis ‘che si può usare, che serve’, derivato di uti ‘usare’.
Raffigurazione di aspetti della realtà o di concetti; riproduzione, messinscena; processo conoscitivo con cui dei contenuti si presentano alla coscienza
da rappresentato, modellato sul latino representatio, da repraesentare ‘mettere davanti agli occhi, rievocare, riprodurre’, derivato di praesens ‘presente’, con sostituzione del prefisso intensivo re- con ra(d)-.
Facoltà umana di discernere, stabilire connessioni logiche tra idee e formulare giudizi, che è base della conoscenza
dal latino ratio ‘calcolo ragione’, derivato di ratus, participio passato di reri ‘calcolare, ritenere, considerare’.
Tendenza politica basata sull’esaltazione dell’idea di nazione e del principio di nazionalità; esaltazione eccessiva e acritica di tutto ciò che riguarda la propria nazione
dal francese nationalisme, da national ‘nazionale’, a sua volta dall’antico francese nacion ‘nascita, discendenza, patria’, che deriva dal latino nationem (natio al nominativo), che significa ‘nascita, origine, specie, tribù’, ed è dalla radice di nasci ‘nascere’.
Filosofia che trova nelle idee modello, fondamento ed essenza della realtà; corrente filosofica tedesca della prima metà del XIX secolo secondo cui tutta la realtà si spiega come processo di autocoscienza di uno spirito assoluto trascendente; attitudine a credere in alti ideali e a vivere in base a essi
da ideale, voce dotta recuperata dal latino tardo idealis, da idea, prestito dal greco idéa, da idêin ‘vedere’.
Parte della filosofia che studia i principi primi della realtà universale al di là della conoscenza sensibile e dell’esperienza diretta dell’essere umano
dal greco metà tà physiká ‘dopo le cose fisiche, naturali’, in riferimento letterale alla posizione successiva alla fisica riservata a tale disciplina nell’opera di Aristotele.
Facoltà razionale che consiste nel porre sotto esame rigoroso fatti e questioni, e di formularvi sopra un giudizio obiettivo; tale giudizio stesso, e in particolare l’esame di opere artistiche per una valutazione estetica; giudizio negativo
voce dotta recuperata dal greco kritikḗ (tékhne) ‘(arte) del giudicare’, femminile di kritikós, da kríno ‘io giudico, distinguo’.
Capacità di sopportazione dello sgradevole o del dannoso; atteggiamento di accettazione di differenze specie ideali; divergenza ammessa rispetto allo stabilito
dal latino tolerantia, derivato di tolerare ‘sostenere, sopportare’, derivato di tòllere ‘sollevare, innalzare’.
Facoltà del sentire; moto emotivo; facoltà, sfera emotiva; coscienza; modo di pensare
dal latino sentire ‘percepire, intendere, ritenere, giudicare’.
Indirizzo filosofico che considera l’esperienza come unica fonte di conoscenza e criterio di verità; metodo basato sulla pratica e non su criteri scientifici
attraverso il francese empirisme, derivato da empirique ‘empirico’, dal latino empiricus, prestito dal greco empeirikós, da empeiría ‘esperienza’.
Essenza; parte, aspetto, elemento fondamentale; qualunque materia, omogenea e con proprietà definite
dal latino substàntia ‘essenza’, da substàre, propriamente ‘stare sotto, stare fermo’.
Dottrina giuridico-filosofica che sostiene l’esistenza di un originario diritto naturale, assoluto e universale, che precede il diritto positivo, prodotto dagli umani con le leggi
adattamento della locuzione latina ius naturale ‘diritto naturale’, col suffisso -ismo proprio delle dottrine.
Concezione filosofica che legge nella realtà la coesistenza di due principi antitetici; contrasto
da duale, voce dotta recuperata dal latino dualis ‘di due’, derivato di duo ‘due’.
Simulacro oggetto di adorazione; persona o cosa amata, oggetto di culto; nella filosofia di Francis Bacon, pregiudizio mentale che informa e deforma la percezione della realtà
voce dotta recuperata dal latino idòlum, prestito dal greco éidolon ‘immagine, simulacro’ a sua volta da êidos ‘aspetto, figura’.
Facoltà di giudicare e decidere liberamente secondo la propria volontà; autorità, potestà; abuso, prepotenza, capriccio
voce dotta recuperata dal latino arbitrium, derivato di arbiter ‘arbitro, giudice’.
Movimento culturale medievale e rinascimentale che riscopre la cultura classica e rivaluta la centralità terrena dell’umano e la sua libertà
da umanista, derivato dal latino tardo medievale humanista ‘insegnante di lettere classiche’ — dette humanae litterae.
Dell’universo; che riguarda tutte le cose e gli esseri; generale; valido in ogni condizione; nella filosofia medievale, parola che indica un’idea
voce dotta recuperata dal latino universalis da universus ‘universo’.
Adesione incondizionata, che non richiede prove, a un valore, a un concetto, a una verità; complesso di principi; fiducia; attestato; anello nuziale
dal latino fides ‘fiducia, credenza, promessa’.
Privo di certezza, discutibile; stato d’animo di incertezza, sospetto; problema, punto controverso; in filosofia, atteggiamento metodologico di sospensione del giudizio
voce dotta recuperata dal latino dubius ‘indeciso’, propriamente ‘incerto fra due’, derivato di duo ‘due’.
Nella filosofia stoica, principio etico d’indifferenza a tutto fuorché all’esercizio della virtù; indifferenza, inerzia, mancanza d’interesse per la vita
voce dotta recuperata dal latino apathìa, prestito dal greco apâtheia ‘impassibilità’, derivato di páthos ‘passione’, con prefisso a- privativo.
Dottrina filosofica che identifica il bene col piacere; condotta basata sulla ricerca del piacere
neologismo ottocentesco tratto dal greco hedoné ‘piacere’, da hedýs ‘dolce’.
Parte della filosofia che studia la condotta morale dell’uomo e i criteri del suo giudizio; insieme delle norme di condotta pubbliche e private
voce dotta recuperata dal latino ethica, prestito dal greco ethiké ‘relativo al carattere’.
Determinazione che permette di descrivere un ente; insieme di cose o persone con caratteristiche, proprietà comuni; classe o gruppo sociale, professionale e simili
voce dotta recuperata dal latino categoria ‘accusa, categoria logica’, prestito dal greco kategoría ‘accusa, attributo, predicato’, da kategoréo ‘io accuso, affermo, mostro’.
Contenuto, entità mentale; pensiero astratto; contenuto caratterizzante, dottrina; conoscenza elementare, opinione; proposito, prospettiva; trovata; impressione
dal latino idea, prestito dal greco idéa, da idêin ‘vedere’.
Dissimulazione del proprio pensiero con parole opposte o divergenti rispetto alla realtà che lasciano intravedere o a cui alludono, a fini di critica, di derisione
voce dotta recuperata dal latino ironia, dal greco eironéia, da éiron, propriamente ‘colui che interroga’, sottinteso ‘fingendo di non sapere’.
Ogni dottrina che affermi la relatività della conoscenza; carattere di ciò che non è assoluto, ma legato alla situazione in cui si manifesta
da relativo, voce dotta recuperata dal latino tardo relativus, derivato di relatus, participio passato di refèrre ‘riferire’.
Argomento in apparenza logico che giunge a conclusioni contraddittorie o contrarie all’esperienza comune; affermazione incredibile, assurdità
voce dotta recuperata dal latino paradoxum, dal greco parádoxon, neutro sostantivato di parádoxos ‘contrario alla comune opinione’, composto di para- nel senso di contrapposizione e dóxa ‘opinione’.
Parte della filosofia che studia l’essere in quanto essere, indipendentemente dalle sue manifestazioni particolari
dal latino moderno ontologia, composto del greco ón ‘ente, che è’, e -logia ‘studio’.
Inizio, prima fase, origine, legge fisica o logica, concetto fondamentale, massima morale
voce dotta recuperata dal latino principium, derivato di princeps ‘primo’.
Attività di pensiero che investe i fondamenti della realtà, i principi e le cause, le condizioni della conoscenza, i valori e i problemi legati all’agire umano; pensiero di una scuola filosofica; orientamento fondamentale; serenità
voce dotta, recuperata dal latino philosòphia, prestito dal greco philosophía, composto di phílos ‘amico’ e sophía ‘sapienza’.