Complesso cimiteriale sotterraneo; luogo chiuso e cupo
voce dotta recuperata dal latino ecclesiastico catacùmba derivato di cumba ‘avvallamento’, curiosamente preceduto da un adattamento del greco kata nel senso di ‘presso’.
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Complesso cimiteriale sotterraneo; luogo chiuso e cupo
voce dotta recuperata dal latino ecclesiastico catacùmba derivato di cumba ‘avvallamento’, curiosamente preceduto da un adattamento del greco kata nel senso di ‘presso’.
Nel mito, inferno, oltretomba; nel folklore europeo, mostro malvagio e antropofago (specie ghiotto di bambini); persona brutta; pedofilo
dal latino Orcus ‘oltretomba’, di origine incerta.
Scenata clamorosa, chiassosa; estrema confusione
deformazione di vituperio per contaminazione del nome di Putifarre, personaggio biblico.
Margine estremo, limite; lembo estremo di un tessuto ripiegato su sé stesso e cucito per evitare lo sfilacciamento
attraverso l’ipotetica voce del latino parlato orulus, dal latino ora ‘bordo, margine, riva’.
Nome comune di diverse specie appartenenti alla famiglia degli Anatidi, la maggior parte delle quali comprese nella sottofamiglia Anserinae
dal latino tardo aucam, derivato di avis, uccello.
Che riguarda la notte, relativo alla notte; opera d’arte con ambientazione notturna; parte costitutiva dell’ufficiatura liturgica, così detta perché celebrata di notte; in musica, composizione strumentale o vocale-strumentale, analoga alla serenata, offerta di notte all’aperto; genere compositivo del romanticismo, specie con destinazione pianistica
da nocturnus, derivato di noctu ‘di notte’, dal latino nox ‘notte’, ossia il lasso di tempo compreso dalla fine del crepuscolo all’alba.
Manifestare all’esterno, dimostrare praticamente, esprimere
voce dotta recuperata dal latino extrìnsecus ‘dal di fuori’ avverbio che nel latino tardo è usato come aggettivo, composto dagli avverbi extrim ‘fuori’ (non attestato, derivato di exter ‘esterno’) e secus ‘lungo’.
Che tipico è dell’epoca della regina Elisabetta I Tudor, che ha regnato in Inghilterra dal 1558 al 1603
dal nome Elisabetta (Elizabeth in inglese), attraverso il latino tardo Elisabeth, il greco Eleisabet, dall’ebraico Elishebha, formato da due parti: ‘el che indica Dio e shaba’, legata al concetto di giuramento o anche al numero sette.
Fazzoletto che si allaccia al collo dei bambini per assorbire la saliva o riparare i vestiti; pezzo di stoffa applicato alla bocca per impedire di parlare o gridare
da bava, col suffisso -aglio proprio degli strumenti.
Abbondante, ricco, cospicuo
voce dotta recuperata dal latino lautus ‘sontuoso, ricco, splendido’, ma propriamente ‘pulito, lavato’, participio passato di làvere o lavare ‘lavare’.
Stato di agitazione, di affanno, di ansia che si accompagna a preoccupazione e paura; in filosofia, sgomento davanti al confronto fra la propria limitatezza e le possibilità infinite del mondo
dal latino angustia ‘strettezza’, da àngere ‘stringere’.
Assenza di luce, buio, tenebre; in senso figurato, mancanza di chiarezza, difficile intelligibilità, e ancora scarsa notorietà, mancanza di fama
dal latino obscuritas, derivato di obscurus ‘tenebroso, non chiaro, nascosto’.
Arte dell’incisione e dell’intaglio delle pietre dure per la produzione di monili come cammei e sigilli; oggetto prodotto con questa tecnica
voce dotta recuperata dal greco tardo glyptikḗ (tékhne) ‘arte dell’incisione’, derivato dal verbo glýpho, cioè ‘incidere’.
Assottigliare, sbozzare; dare una prima forma, fare un primo esame, porre i primi punti fermi; dare i primi rudimenti; iniziare a ingentilire, incivilire
derivato di grosso, con prefisso di-.
Resina aromatica estratta da alberi e arbusti del genere Commiphora diffusi nella penisola arabica e nel corno d’Africa, che può essere bruciata per odorare gli ambienti o usata per creare profumi
attraverso il latino myrrha, ed il greco myrra, dall’ebraico mōr, legato alla radice semitica m–r–r, con significato di ‘amaro’.
Sotto, in basso, anche in veste di prefisso
voce dotta, recuperata dal latino infra ‘sotto’, da inferus ‘infero’.
Indugiare, temporeggiare per rinviare una decisione o evitare di impegnarsi
voce di origine onomatopeica.
Di elemento o composto, che può assumere diverse forme cristalline; multiforme
voce dotta recuperata dal greco polýmorphos, composto dagli elementi poly-, da polýs ‘molto’, e -morphos, da morphé ‘forma’.