Nome in dialetto torinese della varietà di mela antica ‘Carpandù’, tipica del Piemonte, più precisamente della Valle di Susa, con peduncolo corto e buccia giallo-verde piuttosto ruvida
probabilmente da un antico nome Carpendola o Curtipendola, che sta a significare ‘dal picciolo piccolo’.
Mammifero appartenente al genere camelus, suddiviso in due specie: il cammello propriamente detto (Camelus bactrianus) e il dromedario (Camelus dromedarius)
dal latino camelus, a sua volta dal greco kamelos, prestito dall’ebraico gamal, “cammello”.
Nell’antica Grecia, termine che definiva un piccolo intervallo musicale, la cui ampiezza variava a seconda delle teorie e dei calcoli matematici che lo definivano. Nella notazione musicale moderna, segno che indica l’innalzamento intonativo di un semitono, riferito alla nota che segue il segno stesso
dal latino diesis, prestito dal greco díesis ‘semitono’, propriamente ‘passaggio, intervallo separazione’, derivato di diíemi ‘far passare’, formato da híemi ‘mandare’ col prefisso dia- ‘attraverso’.
Che è proprio del popolo di Israele, della cultura ebraica
attraverso il latino israeliticum e il greco israelitikós dal secondo nome del patriarca Giacobbe, Yisra’el, nome con molteplici spiegazioni etimologiche, tra cui la più conosciuta ‘che ha combattuto con Dio’.
Attività economica che consiste nello scambio di merci con altre merci o con denaro; nella lingua letteraria, scambio anche in senso figurato come ‘rapporto, relazione, conversazione, dimestichezza’
dal latino commercium “traffico, scambio di beni, relazione”, composto di cum ‘con, insieme’ e merx ‘merce, mercanzia’.
Documento che fissa i termini generali di una questione o di un accordo, specie in diritto internazionale; lista di indicazioni o di istruzioni che riguardano operazioni commerciali da concludere o in corso; rapporto sommario; taccuino
voce latina, letteralmente ‘cosa da ricordare’, neutro del gerundivo di memorare ‘ricordare’.