voce dotta, prestito dal latino medievale praeconizare ‘predire, annunciare’, da praeconium ‘proclama, annuncio’, derivato di praeco ‘araldo, banditore’, che aggiunge il prefisso prae- ‘avanti’ a una radice forse di dicere ‘dire’, forse di vocare ‘chiamare’.
L’insieme di coloro che vivranno nei tempi futuri; i discendenti di una stirpe, di una famiglia, di un personaggio; più raramente, le epoche future, gli anni e i secoli a venire
dal latino posteritas che vale sia come ‘l’avvenire, il futuro’ che come ‘i discendenti, i posteri’, sostantivo formatosi dall’aggettivo posterus ‘seguente, successivo, futuro’.
Aggettivo che indica un suono simile a quello prodotto dal flauto, strumento aerofono composto da un tubo (o da più canne, come il flauto di Pan o siringa), in cui le note sono prodotte dalla vibrazione dell’aria insufflata attraverso un foro posizionato all’imboccatura dello strumento. Figuratamente, attributo per un suono o una voce dolce, melodiosa e carezzevole
da flauto, dall’occitano flaùt, di origine incerta.
Dio denaro, vile denaro, peccato dell’avarizia, demone-dio della mitologia siriaca
voce dotta, dal latino tardo mammona, ‘guadagno’, attraverso il greco biblico mamonàs, dall’aramaico māmōnā, di etimologia ulteriore incerta, forse dall’ebraico o dal siriaco.
Allineamento della Luna o di un altro corpo celeste con la Terra e il Sole in congiunzione od opposizione
voce dotta recuperata dal latino tardo syzýgia, prestito dal greco syzygía ‘congiunzione’, da sýzygos ‘accoppiato’, composto da sýn ‘insieme’ e zygón ‘giogo’.
Nel cattolicesimo, verità rivelata che è articolo di fede assoluto per la comunità credente, dichiarato solennemente; principio considerato verità indiscutibile
voce dotta recuperata dal latino dogma, prestito dal greco dógma ‘decreto, dottrina’, ma in origine ‘parere’, da dokêin ‘sembrare’.
Monastero, convento, soprattutto di monaci trappisti e per estensione anche l’ordine stesso dei trappisti; luogo o condizione di privazione; cima navale ancorata ad un corpo morto, utile per ormeggiare barche
nei primi significati dal nome dell’abbazia normanna di Notre Dame de la Trappe; nell’ultimo, dal francese trappe, cioè ‘trappola, botola, porta scorrevole’, attraverso il francone trappa, che probabilmente indicava anche il piolo di una scala, forse dal latino medievale trappa.
Piegato ad arco o a cerchio; in riferimento a un accento, segno grafico (^) posto sopra la lettera, che in molte lingue dà indicazioni specie su durata e apertura di vocali
voce dotta recuperata dal latino circumflèctere ‘piegare intorno’, composto di circum ‘intorno’ e flèctere ‘piegare’.
Studio e gestione dello spazio e delle distanze relative come fatto di comunicazione
dall’inglese proxemics, coniato nel 1963 dall’antropologo Edward T. Hall, derivato da proximity, che attraverso il francese proximité deriva dal latino proximitas, da proximus ‘prossimo’, col suffisso -emic/-ics, che indica una disciplina di studio ed è in ultima analisi derivato dal suffisso aggettivale greco -ikos.
Simulacro oggetto di adorazione; persona o cosa amata, oggetto di culto; nella filosofia di Francis Bacon, pregiudizio mentale che informa e deforma la percezione della realtà
voce dotta recuperata dal latino idòlum, prestito dal greco éidolon ‘immagine, simulacro’ a sua volta da êidos ‘aspetto, figura’.
In italiano, desueto: eloquio, loquela, parlata, pronuncia, proferimento. In musica, nell’antica notazione: misura della semibreve, che può valere due o tre minime
voce dotta dal latino proferre, ossia ‘mettere avanti, esporre’ e anche ‘addurre, citare’ formato dal prefisso pro- e dal verbo ferre ‘portare’ da cui è derivato il sostantivo prolatio (dal participio passato prolatus).