Azione del ridere; pianta erbacea di origine orientale
nel primo caso, dal latino risus, ‘riso’; nel secondo, dal latino ⃰oryzum, legato al latino oryza, a sua volta dal greco ὄρυζα òryza, a sua volta dal sanscrito व्रीहि vrīhi, ‘riso’. .
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Azione del ridere; pianta erbacea di origine orientale
nel primo caso, dal latino risus, ‘riso’; nel secondo, dal latino ⃰oryzum, legato al latino oryza, a sua volta dal greco ὄρυζα òryza, a sua volta dal sanscrito व्रीहि vrīhi, ‘riso’. .
Striscia di pelle o di tessuto usata per stringere o sostenere in vita gli abiti, o per scopi decorativi
dal latino cinctura, derivato di cingere.
Valoroso, coraggioso; beneficio, interesse
dal latino prodest ‘giova’, attraverso la locuzione tarda prode est.
Che si è allontanato dalla natura o dalle virtù tipiche del suo genere, della sua stirpe
voce dotta recuperata dal latino degener ‘vile, ignobile, degenerato’, derivato di degenerare, che è da genus ‘genere’, con prefisso de- che indica allontanamento.
Snack che ha subito processi di schiacciamento e compressione
etimo incerto, ma sicuramente derivato dalla voce inglese snack (‘spuntino; merendina, specie di fabbricazione industriale, da consumare rapidamente’) con l’influenza, grazie all’introduzione della lettera ‘g’, del verbo sgnaccare, tipicamente settentrionale, di origine onomatopeica, che significa ‘schiacciare, premere’.
Nella locuzione ‘in procinto’, descrive imminenza, essere sul punto di
dalla locuzione latina in procinctu ‘in assetto di guerra’, derivato di cingere col prefisso pro- ‘davanti’.
Sentimento di gratitudine, di apprezzamento per un beneficio ricevuto
derivato di riconoscente, participio presente di riconoscere, che è dal latino recognoscere.
Persona intelligente, appassionata di computer e tecnologie, talora dall’aspetto goffo, imbranato
voce inglese, di etimologia incerta.
Riportare alle condizioni originarie, restaurare; reintrodurre
da pristino, col prefisso ri- che indica un movimento contrario.
Che ha carattere di dialogo non definitivo, ma che consente una discussione ulteriore; in diritto, di sentenza civile che non definisce la lite ma decide una questione interna al processo
dal latino medievale interlocutorius, derivato del latino interloqui ‘interloquire, interrompere’.
Dotato di ingegno eccezionale; che denota un ingegno eccezionale
voce dotta recuperata dal latino genialis, derivato di genius.
Spingere avanti con forza
voce dotta recuperata dal latino impèllere, derivato di pèllere ‘spingere’, con prefisso in-.
Fascio di spighe (specie di grano) recise e legate insieme
etimo incerto; forse è un accrescitivo del latino covus, variante arcaica di cavus ‘cavo’.
Singolare, strano; raro, straniero
voce dotta recuperata dal latino peregrinus ‘forestiero, straniero’, derivato dell’avverbio peregre ‘fuori della città’, composto di per- ‘attraverso’ e ager ‘campo’.
Relativo all’eresia cristiana il cui eresiarca fu il teologo Ario; secondo la concezione razzista e antisemita, chi appartiene alla razza nordica (o bianca in generale)
nel primo caso dal latino ariànus ‘relativo ad Ario’; nel secondo dal sanscrito आर्य (Ārya) ‘Ario, rispettabile, onorevole’.
Discendere, abbassarsi a poco a poco, smorzarsi
dal latino tardo degradare, derivato di gradus ‘passo, scalino, grado’.
Sradicare, eliminare alla radice, distruggere
voce dotta recuperata dal latino extirpare, composto parasintetico di stirps ‘tronco, radice, parte inferiore dell’albero’, ma anche ‘getto, pollone, ributto’, e figuratamente ‘stirpe’, con prefisso ex-.
Veste con stemma e colori del casato che i nobili donavano ai familiari e al proprio seguito; divisa della servitù; insieme dei colori e disegni di pelle, pelo, piumaggio, che varia in base al ciclo riproduttivo o stagionale
dal francese livrée, che propriamente è il femminile del participio passato di livrer ‘consegnare, fornire’, dal latino liberare.