Contenuto che non viene comunicato letteralmente, ma che l’ascoltatore può comprendere in base a ciò che viene detto esplicitamente, al contesto, al tono o alle regole condivise della conversazione
da implicare, voce dotta recuperata dal latino implicàre ‘avvolgere, coinvolgere’, derivato di plicàre ‘piegare’, con prefisso in- ‘dentro’. È calco morfologico dall’inglese implicature, neologismo coniato dal filosofo Paul Grice negli anni ’60 per designare un concetto tecnico della pragmatica linguistica.
Assenza di lotte; concordia; tranquillità interiore
dal latino pax, ‘pace’, ma originariamente ‘cosa fissata’ derivato di una radice indoeuropea *pak-/*pag- coi significati di ‘conficcare, piantare, fissare’.
Stato psichico di isolamento mentale dell’individuo causato da un’emozione profonda e sconvolgente, culmine di un’esperienza spirituale e religiosa che cattura l’anima
voce dotta recuperata dal latino ecclesiastico èxstasis, a sua volta dal greco ecclesiastico ékstasis, ‘essere fuori di sé’, da exístemi ‘spostare fuori’, da ístemi, ‘porre, collocare’, con prefisso ex-, ‘fuori’.
dallo spagnolo regalar ‘far doni, adulare’, ma propriamente ‘far festa, accogliere’, dal francese régaler ‘offrire’, da galer ‘divertirsi’, con prefisso re-.
Interiezione di approvazione per un artista o esecutore; estensivamente capace, in gamba, valoroso
forse dal latino medievale pravus ‘cattivo’, o forse dal latino barbarus ‘selvaggio’, giungendo all’accezione di ‘capace’ attraverso quelle di ‘sfrenato’, ‘temerario’ e ‘coraggioso’.
Genere che si è sviluppato in letteratura, in arte e in musica, basato su personaggi e scene della vita rurale o ispirate a essa; lungo bastone consegnato ai vescovi al momento della loro ordinazione; pietanza della tradizione italiana centro-meridionale
da pastor, derivato di pàscere ‘far pascolare, nutrire il bestiame’.
Capacità di rappresentare e di interpretare i comportamenti propri e altrui come il risultato di stati mentali interni, come credenze, desideri, intenzioni, emozioni, conoscenze
derivato moderno dalla base aggettivale mental-, dal latino mens, mentis ‘mente, intelletto’, con il suffisso -izzazione che indica il processo del rendere. Termine coniato nell’ambito della psicologia e psicoanalisi contemporanea.