In musica, canto corale della lirica greca classica in onore di Dioniso, e denominazione recuperata in epoche moderne come riferimento d’ispirazione; in poesia, componimento che inneggia all’ebrezza e al vino; figuratamente, discorso di lode nei confronti di qualcuno, a volte con sfumatura ironica
dal latino dithyrambus, dal greco dithýrambos, di origine ignota.
Mescolare, riunire; creare una lega di mercurio e altri metalli
da amalgama, attraverso il latino medievale amalgama, a sua volta dall’arabo ‘amal al-ğamā’ ovvero ‘attuazione dell’unione’: ‘amal deriva dal verbo ‘amila, cioè agire, operare, funzionare, e ğamā’ è il coito.
Famiglia di strumenti grafici che servono a vari scopi, in particolare tracciare circonferenze; in senso figurato avere misura, ponderare, controllare
da compassare, ipoteticamente uguale nel latino parlato e col significato di ‘misurare a passi, misurare con precisione’, derivato di passus ‘passo’ col prefisso cum- ‘con’.
voce dotta, recuperata dal latino sesquipedalis ‘di un piede e mezzo’, composto di sesqui- ‘una volta e mezzo’ e pedalis ‘lungo un piede, simile a un piede’, derivato di pes ‘piede’.
Ininterrotto; in musica, basso strumentale notato su un solo pentagramma, che accompagna senza interruzioni voci o strumenti, riassumendo con numeri e accidenti l’armonia di una composizione; fu particolarmente in uso nel XVII e XVIII secolo
dal latino continuus ininterrotto, derivato di continère ‘mantenere, trattenere’, formato da cum- e tenère ‘tenere, possedere, trattenere’, dalla radice indoeuropea ricostruita come ten- ‘tendere, distendere’.
Elemento formativo iniziale di una parola composta, che in particolare deriva da una parola di significato compiuto
derivato di prefisso (propriamente participio passato di prefiggere, che è voce dotta recuperata dal latino praefìgere ‘ficcare in cima’, derivato da fìgere ‘figgere’ prefisso prae- ‘davanti) col suffisso -oide, derivato dal greco -oeidés ‘simile a’, da êidos ‘forma’, ‘modello’.