Parte della filosofia che studia i principi primi della realtà universale al di là della conoscenza sensibile e dell’esperienza diretta dell’essere umano
dal greco metà tà physiká ‘dopo le cose fisiche, naturali’, in riferimento letterale alla posizione successiva alla fisica riservata a tale disciplina nell’opera di Aristotele.
dal latino scolastico blittri, derivato a sua volta dal greco blìtyri, voce onomatopeica indeclinabile che imita il suono di uno strumento a corda, del tipo ‘dlin-dlin’ o ‘blin-blin’; per questo, utilizzata anche nel senso di “parola senza senso”, in quanto priva di contenuto semantico.
Piccola lamina, solitamente di forma lanceolata o triangolare con angoli smussati, costruita con materiale lenitamente flessibile, usata per suonare strumenti a corda; in Italia la famiglia di tali strumenti è rappresentata principalmente da quella dei mandolini. Con usi figurati, il termine indica anche l’estro poetico, l’ispirazione, e la lingua
dal latino plectrum, dal greco plêktron ‘strumento per percuotere’ (plettro, pungolo, sperone), derivato di plésso ‘colpire’.
dal nome del patriarca biblico Matusalemme, in ebraico Maṯūšélaḥ, dal significato dibattuto e composto di due parti, mat ‘uomo’, e il verbo shelah, cioè ‘inviare, lanciare, tirare’, che dà luogo anche al nome di un’arma che può essere lanciata.
Mammifero roditore della famiglia dei muridi e del genere mus, distinto dal ratto che appartiene alla stessa famiglia ma al genere rattus. È detto anche sorcio
dal tardo latino talpum, derivato da talpam, talpa.
Antico recipiente di foggia e uso molto variabile; vaso per la conservazioni di ceneri mortuarie; cassetta dotata di apertura che contiene le schede di una votazione o i bossoli di un sorteggio
Rompere, spezzare con un’azione violenta, anche usando attrezzi taglienti o contundenti; dividere uno schieramento, un gruppo, un movimento; piacere molto, essere strabiliante per bellezza, per bravura
Facoltà razionale che consiste nel porre sotto esame rigoroso fatti e questioni, e di formularvi sopra un giudizio obiettivo; tale giudizio stesso, e in particolare l’esame di opere artistiche per una valutazione estetica; giudizio negativo
voce dotta recuperata dal greco kritikḗ (tékhne) ‘(arte) del giudicare’, femminile di kritikós, da kríno ‘io giudico, distinguo’.
Proprio della luna, relativo alla luna; che ha caratteri simili a quelli della luna, specie nel senso del lividamente luminoso, del pallido, del desolato, dell’etereo; alieno, fantasioso, di un altro mondo
da luna, uguale in latino, da una radice indoeuropea col significato di ‘luminoso, brillante’, da cui lo stesso lux ‘luce’.