Vai al contenuto
Parole d'autore

Parole d'autore

con Lucia Masetti
dal 28 gennaio 2021 al 30 agosto 2021

Lo sforzo letterario invita all'invenzione di parole nuove, forme nuove di concetto destinate a restare isolate o a diventare comuni – ma sempre meritevoli di attenzione per la carica di significato di cui sanno essere esempio. E questo sforzo, in una lingua storicamente letteraria come l'italiano, finisce per essere rilevantissimo – ma lo vedremo anche in altre lingue.

Un'altra avventura attraverso nuove storie di letteratura, tutti i lunedì, firmata da Lucia Masetti.

Pubblicate in questo ciclo di parole (31)

Precipitare dalla roccia o di roccia in roccia (detto in particolare dell’acqua); per estensione scendere a picco o cadere (anche figuratamente)

verbo parasintetico derivato da roccia con l’aggiunta del prefisso di- (moto da luogo); probabile calco dal francese dérocher, attestato per la prima volta nella Commedia.

30 ago 2021

Riflesso della luna in uno specchio d’acqua e più in generale paesaggio caratterizzato da giochi di luce dovuti al riflettersi della luna sulla superficie del mare o di un lago

parola macedonia derivata da ‘acqua’ e ‘luna’, su modello di ‘plenilunio’; coniata da Mario Luzi in Per il battesimo dei nostri frammenti (1985).

23 ago 2021

Nome della spada di Orlando, paladino di Carlo Magno, e per estensione, sinonimo di spada; in senso scherzoso descrive qualunque oggetto lungo e stretto che si possa impugnare

di origine sconosciuta, forse onomatopeica o forse connessa al latino durus, ‘durus’.

16 ago 2021

Moltiplicare a migliaia, accrescere indefinitivamente; nella forma riflessiva crescere in modo smisurato o ripetersi innumerevoli volte

verbo derivato dal numerale mille con l’aggiunta del prefisso in-, usato per la prima volta da Dante nella Divina Commedia.

09 ago 2021

Tendenza a valorizzare gli aspetti migliori della realtà e ad aspettarsi sviluppi futuri favorevoli. In senso filosofico designa propriamente la dottrina di Leibniz esposta nella ‘Teodicea’, secondo cui Dio, tra gli infiniti mondi possibili, avrebbe creato il migliore; più in generale si riferisce a ogni concezione che consideri il mondo essenzialmente buono, in quanto regolato dalla volontà divina o da un principio razionale

dal francese optimisme, derivato dal latino optĭmus ‘ottimo’ e introdotto dal periodico gesuita “Mémoires de trévoux” per definire il quadro filosofico di Leibniz. Il termine si è poi diffuso grazie a Candide ou L’optimisme di Voltaire (1759).

02 ago 2021

Stravagante, imprevedibile, un po’ matto

diminutivo di picchiato, propriamente participio passato di picchiare, che ha un’origine onomatopeica. Usato per la prima volta nel doppiaggio del film È arrivata la felicità (Mr. Deeds Goes to Town), girato nel 1936 da Frank Capra e adattato in italiano da Tullio Gramantieri e Pio Vanzi.

26 lug 2021

Cambiare colore, detto in particolare di un volto; per estensione, passare gradualmente da uno stato a un altro

verbo denominale derivato da colore, con l’aggiunta del prefisso trans- (evolutosi in tras-). Attestato per la prima volta nella Commedia dantesca.

19 lug 2021

Misterioso animale dal comportamento schivo, pigro, spesso dispettoso e imprevedibile

neologismo introdotto da Fosco Maraini nella poesia Il lonfo, inclusa nella Gnosi delle fànfole (1978).

12 lug 2021

Dolce francese simile a un plum cake, dalla particolare forma a conchiglia, originario del comune di Commercy; per antonomasia, qualunque cosa capace di evocare un ricordo vivido e involontario

dal nome dell’inventrice di questi dolci, identificata dalla tradizione con Madeleine Paulmier, serva del duca di Lorena Stanislas Leszczyński e vissuta a metà del Settecento.

05 lug 2021

Rannicchiato in silenzio, o più specificatamente appiattito a terra, per non essere visto

dal latino coactus, participio passato di cògere nel significato di ‘restringere, comprimere, ridurre’.

28 giu 2021

Che si nutre di ossibuchi, designazione ironica dei lombardi e in particolare dei borghesi

derivato di ossobuco (adattamento del milanese os büs, ‘osso bucato’) con l’aggiunta del suffisso -voro (‘che si nutre di’), tipico della terminologia zoologica. Neologismo coniato da Carlo Emilio Gadda in La cognizione del dolore (1963).

21 giu 2021

Nome dei primi prodotti della stampa a caratteri mobili, dall’anno della sua invenzione (1455) al 1500 incluso

dal latino incunàbula, sostantivo plurale, letteralmente ‘fasce’, derivato da cunae, ‘culla’. In ambito tipografico è usato per la prima volta dall’umanista olandese Hadrianus Junius (Adriaan de Jonghe) nell’opera Batavia (1588), per indicare l’epoca dei primi sviluppi della stampa a caratteri mobili. In seguito è applicato ai volumi prodotti in quest’epoca, e in quest’accezione è canonizzato dal primo repertorio di incunaboli di C. van Beughem: Incunabula typographiae sive Catalogus (1688).

14 giu 2021

Originariamente, opprimente, gravoso; oggi, fastidioso, importuno, spiacevole

voce dotta recuperata dal latino molestus, derivato da moles, ‘peso’.

07 giu 2021

Dei Goti, antica popolazione germanica, e per antonomasia germanico o barbaro; stile artistico diffusosi in Europa tra il XII e il XV secolo, in specie in campo architettonico; stile calligrafico sviluppatasi nello stesso periodo e, per estensione, scrittura difficilmente decifrabile; genere narrativo nato in Gran Bretagna agli inizi dell’Ottocento e, per estensione, scenario misterioso e lugubre; stile musicale e di abbigliamento, proprio in particolare della subcultura [goth] (nota in Italia anche come [dark]), originatasi in Gran Bretagna tra gli anni ’70 e ’80

dal tardo latino gothĭcus, derivato di gothus. Probabile calco del nome con cui i Goti chiamavano se stessi nella propria lingua, attestato nella forma composta gut-thiuda, “il popolo dei Goti”.

31 mag 2021

Letteralmente ‘uscito dai binari’; in senso negativo esprime disorientamento e mancanza di giudizio, in senso positivo originalità e anticonformismo

participio di un ipotetico verbo sbinariare, dal sostantivo binario, con aggiunta del prefisso privativo s-.

24 mag 2021

Dal suono simile a quello emesso dalla chioccia quando cova o chiama i pulcini; descrive propriamente una voce gutturale e franta, ma è spesso associato anche a un tono di voce rauco, aspro, stridulo o cupo

neologismo dantesco derivato da ‘chiocciare’, dal verbo latino onomatopeico glocire.

17 mag 2021

Tormentare o stuzzicare qualcuno aguzzando in lui il desiderio per qualcosa che non può raggiungere

derivato da Tantalo, personaggio della mitologia greca, con l’aggiunta del suffisso causativo -izzare.

10 mag 2021

Nel senso usato da Calvino, nell’articolo “La nuova questione della lingua” (1965): linguaggio burocratico, caratterizzato da forme complesse, astratte e stereotipate; per estensione linguaggio irrigidito a causa di scelte ideologiche o conformistiche, che limita la comunicazione invece di facilitarla. Nel senso usato dal linguista Halliday, nell’articolo “Anti-Languages” (1976): gergo minoritario, espressione di una controcultura

derivato di ‘lingua’, dal latino lingua, con l’aggiunta del prefisso anti- nell’accezione di ‘contro’, dal greco antí.

03 mag 2021

Nome per antonomasia dell’Italia; nome registrato di un formaggio creato da Galbani nel 1906

forma univerbata di “bel paese”, espressione resa celebre da Dante e Petrarca e poi canonizzata dall’abate Stoppani nel volume Il Bel Paese. Conversazioni sulle bellezze naturali, la geologia e la geografia fisica d’Italia (1876).

26 apr 2021

Condizione esistenziale propria di chi vive o è cresciuto in un’isola, in senso letterale o più raramente metaforico

incrocio di ‘isola’ e ‘solitudine’, derivate dalle parole latine ìnsula (di etimo incerto) e solitudinem (voce dotta, derivata di solus, ‘solo’). Il termine è coniato da Gesualdo Bufalino in “Isola nuda” (1988).

19 apr 2021

Termine coniato dal matematico H. Minkowski nel 1908 per descrivere uno spazio a quattro dimensioni (le 3 coordinate spaziali e il tempo); ripreso poi dal filosofo M. M. Bachtin per indicare l’unità di spazio e tempo nell’ambito di una narrazione. [In un conio indipendente ottocentesco di Vincenzo Gioberti, sempre in ambito filosofico, unità metafisica di spazio e tempo.]

composto delle parole greche chronos, ‘tempo’, e topos ‘luogo’.

12 apr 2021

Perspicacia, acutezza mentale; meno usualmente intensità di una sensazione

voce dotta recuperata dal latino acumen, ‘punta’, derivato da acùere, ‘affilare’.

05 apr 2021

Essere immaginario creato da J. R. R. Tolkien, appartenente a una varietà della specie umana, alto circa la metà di un uomo e caratterizzato da grossi piedi pelosi e orecchie a punta

neologismo coniato da Tolkien in Lo hobbit (1937) e reso celebre da Il signore degli anelli (1954). L’etimologia fittizia fornita dallo scrittore lo fa derivare dall’inglese antico holbytla, ‘costruttore di buchi’, a sua volta calco di kuduk dalla lingua Westron (o Ovestron), lingua corrente della Terra di Mezzo.

29 mar 2021

Comparsa di qualcosa seguita quasi simultaneamente dalla sua scomparsa; paradossale manifestazione di una cosa nella sua assenza

incrocio di ‘apparizione’ e ‘sparizione’, coniato da Giorgio Caproni in Il franco cacciatore (1982) e ripreso nel Conte di Kevenhüller (1986).

22 mar 2021

Trasferirsi dalla campagna alla città, in relazione al fenomeno dell’urbanesimo

verbo parasintetico di conio dantesco, derivato dal latino urbs, ‘città’, con aggiunta del prefisso ‘in-‘.

15 mar 2021

Frase sentenziosa attribuita a una persona (reale o immaginaria), un animale o una cosa; in alcuni casi tale attribuzione ribalta il significato della frase, con effetti umoristici

dall’inglese wellerism, derivato dal nome di Sam Weller, personaggio del romanzo di Charles Dickens Il circolo Pickwick (1837).

08 mar 2021

Uno dei sette colori fondamentali; genere narrativo di argomento poliziesco e, per traslato, caso giudiziario enigmatico e in generale avvenimento misterioso

attraverso l’antico francese jalne, dal latino gàlbinus, derivato da gàlbus ‘verde pallido’, di etimologia incerta.

01 mar 2021

Diventare un drago, letteralmente o figuratamente

composto parasintetico di drago (che attraverso il latino draco è dal greco drákon ‘drago, serpente’) col prefisso in- nel significato di ‘entrare dentro’.

22 feb 2021

Che suscita sentimenti misti di attrazione e repulsione

composto di odioso e amato, coniato da Vittorio Alfieri nella Vita scritta da esso (1806).

15 feb 2021

Persona che nasconde intenzioni malevole sotto un’apparenza docile e ingenua. In particolare donna che, allo scopo di sedurre un uomo, lo compiace pedissequamente e ostenta il proprio bisogno di protezione

composto di gatta, derivato dal latino tardo cattus, forse di origine celtica, e dal participio passato di morire.

08 feb 2021

Criterio punitivo che comporta una pena equivalente alla colpa commessa

dal latino medievale contrapassum, composto da contra, ‘contro’, e passus, participio passato di pati, ‘soffrire’.

01 feb 2021