Di colore violaceo, bluastro, rossastro
dal latino pavonaceus ‘del colore o della forma della coda del pavone’, derivato di pavo, ‘pavone’.
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Di colore violaceo, bluastro, rossastro
dal latino pavonaceus ‘del colore o della forma della coda del pavone’, derivato di pavo, ‘pavone’.
Di riproduzione fotolitografica o fotografica di un testo a stampa, con cui si ottiene una matrice uguale a quella della stampa originale
dall’inglese anastatic, che attraverso il francese anastatique è derivato del greco anástasis ‘risurrezione’, che è un derivato di anístamai ‘sorgere, risorgere’, in quanto da hístamai ‘stare’, col prefisso ana- ‘in su’.
Partecipazione con altri; selezione indetta fra più aspiranti; competizione sportiva o artistica
dal latino concursus ‘affluenza di massa, l’accorrere di molte persone’, ma anche ‘scontro, attacco, tumulto’, da currere ‘correre’ col prefisso cum ‘con’.
Che si nutre di ossibuchi, designazione ironica dei lombardi e in particolare dei borghesi
derivato di ossobuco (adattamento del milanese os büs, ‘osso bucato’) con l’aggiunta del suffisso -voro (‘che si nutre di’), tipico della terminologia zoologica. Neologismo coniato da Carlo Emilio Gadda in La cognizione del dolore (1963).
Danza popolare e relativa musica, d’andamento vivace o vivacissimo, peculiare dell’Italia meridionale
secondo la maggior parte degli studiosi, diminutivo di derivazione toponomastica, dal nome della città di Taranto.
Grandissimo, straordinario, lussuosissimo, elevatissimo
composto da mega ‘grande’ (dal greco mégas) e galattico, da galassia.
Frutto dell’albero ‘Citrus sinensis’
attraverso lo spagnolo naranja, dall’arabo nāranj che significa ‘arancia amara’, dal persiano nāranğ forse col significato di ‘frutta preferita degli elefanti’, probabilmente di origine sanscrita.
Aspetto secondario, collaterale, conseguente di un fenomeno; sintomo collaterale
composto da epi- ‘sopra, in aggiunta’ e fenomeno.
Vicolo angusto, spesso cieco; al plurale, zone malfamate di una città; darsena, parte più riposta del porto
voce dotta recuperata dal latino angiportus ‘vicolo stretto’, composto da un derivato del tema di angere ‘stringere’ e portus ‘passaggio’.
Sacerdotessa del culto romano di Vesta; donna di vita austera; persona che tutela con intransigenza un valore
voce dotta recuperata dal latino Vestalis, dal nome della dea Vesta.
Nome dei primi prodotti della stampa a caratteri mobili, dall’anno della sua invenzione (1455) al 1500 incluso
dal latino incunàbula, sostantivo plurale, letteralmente ‘fasce’, derivato da cunae, ‘culla’. In ambito tipografico è usato per la prima volta dall’umanista olandese Hadrianus Junius (Adriaan de Jonghe) nell’opera Batavia (1588), per indicare l’epoca dei primi sviluppi della stampa a caratteri mobili. In seguito è applicato ai volumi prodotti in quest’epoca, e in quest’accezione è canonizzato dal primo repertorio di incunaboli di C. van Beughem: Incunabula typographiae sive Catalogus (1688).
Punto, fase culminante
dal greco akmé ‘apice, punta’.
Eccessivo amore di sé
dal greco philautía, composto di phílos ‘che ama’ e hautós ‘sé’.
Indietreggiare senza voltarsi; detto di arma da fuoco, arretrare all’atto dello sparo
da culo, col prefisso ingressivo rin-.
Titolo onorifico di figli e figlie dell’imperatore bizantino regnante; votato a un destino superiore, eccezionale
dal greco Porphyrogénnetos (Porphyrogenitus in latino), composto di porphýra ‘porpora’ e da un derivato di gennáo ‘genero’ — ‘generato, nato nella porpora’.
Avere o mettersi addosso
da indosso, derivato di dosso, variante di dorso, con prefisso in- nel senso di ‘su’.
Del mondo, inteso come luogo dell’universo; del mondo, inteso come realtà materiale contrapposta alla spirituale; gaudente, elegante, raffinato
voce dotta recuperata dal latino mundanus, da mundus ‘mondo’.
Originariamente, opprimente, gravoso; oggi, fastidioso, importuno, spiacevole
voce dotta recuperata dal latino molestus, derivato da moles, ‘peso’.