Interessamento attento e sollecito; riguardo, attenzione; rimedio; preoccupazione, affanno
dal latino cura.
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Interessamento attento e sollecito; riguardo, attenzione; rimedio; preoccupazione, affanno
dal latino cura.
Mucchio; gruzzolo
etimo dibattuto, forse dal latino curtus ‘mozzo’, forse dal longobardo gruzzi ‘mucchio di scarti’.
Dal suono simile a quello emesso dalla chioccia quando cova o chiama i pulcini; descrive propriamente una voce gutturale e franta, ma è spesso associato anche a un tono di voce rauco, aspro, stridulo o cupo
neologismo dantesco derivato da ‘chiocciare’, dal verbo latino onomatopeico glocire.
Innalzare, portare al sublime; passare direttamente dallo stato solido al gassoso; orientare impulsi sessuali o aggressivi verso attività socialmente positive
voce dotta recuperata dal latino tardo sublimare, derivato di sublimis ‘sublime’.
Distendersi o sedersi in modo scomposto
attraverso la voce settentrionale stravacar, probabilmente dall’ipotetica voce del latino parlato extravacuare ‘vuotare fuori’.
Sigillare; confermare definitivamente, convalidare
dal latino tardo sigillare, derivato di sigillum ‘sigillo’, diminutivo di signum ‘segno’.
Distinzione sottile, precisa; distinzione cavillosa, pedante
voce del verbo distinguere, uguale in latino.
In legatoria, libro od opuscolo che si apre a fisarmonica
dal nome di Leporello, personaggio dell’opera ‘Don Giovanni’ di Mozart, con libretto di Da Ponte.
In fisionomia, guancia e mascella; meccanismo con parti mobili atte a serrare; bloccaruota
dal greco bizantino ganáthos ‘mascella’, con aggiunta di una ‘a’ eufonica al greco classico gnáthos.
Tormentare o stuzzicare qualcuno aguzzando in lui il desiderio per qualcosa che non può raggiungere
derivato da Tantalo, personaggio della mitologia greca, con l’aggiunta del suffisso causativo -izzare.
Voglia, idea stravagante, bizzarra e improvvisa. In musica: composizione di carattere libero
da capo riccio, con due significati: ‘desiderio bizzarro e improvviso’ e, piuttosto desueto, ‘ribrezzo’. Nel primo caso i capelli ricci sono associati a un carattere stravagante, ribelle; nel secondo si rizzano o arricciano in segno di ripugnanza, o di terrore.
Relativo al cosmo; universale; eccezionale
voce dotta, recuperata dal latino tardo cosmicus, prestito dal greco kosmikós, da kósmos ‘cosmo’.
Che è proprio della religione, della cultura o del popolo degli ebrei, lingua del popolo ebraico
attraverso il latino hebreus e il greco hebraiòs, dall’aramaico ‘ebhrai, che corrisponde all’ebraico ‘ibhri, letteralmente ‘che viene dall’altra parte (del fiume)’. Tradizionalmente, però, si fa risalire la parola ‘ebreo’ ad uno dei patriarchi postdiluviani, Eber.
Parola per parola, riportato in maniera completamente fedele
voce del latino medievale, avverbio derivato di verbum ‘parola’.
Orientamento politico francese che sosteneva o vagheggiava la restaurazione della dinastia napoleonica; regime personale e autoritario, con uno stretto rapporto carismatico e plebiscitario col popolo, di forte penetrazione militare
dal cognome della famiglia Bonaparte.
Essere abbondante, rigoglioso
da lussuria, voce dotta recuperata dal latino luxuria ‘eccesso’.
Nel senso usato da Calvino, nell’articolo “La nuova questione della lingua” (1965): linguaggio burocratico, caratterizzato da forme complesse, astratte e stereotipate; per estensione linguaggio irrigidito a causa di scelte ideologiche o conformistiche, che limita la comunicazione invece di facilitarla. Nel senso usato dal linguista Halliday, nell’articolo “Anti-Languages” (1976): gergo minoritario, espressione di una controcultura
derivato di ‘lingua’, dal latino lingua, con l’aggiunta del prefisso anti- nell’accezione di ‘contro’, dal greco antí.
Lavorare col cesello; elaborare, rifinire con cura minuziosa, specie un’opera d’arte
dal latino parlato caesellum, da caèdere ‘tagliare, battere’.