Fascicolo in cui si prende nota d qualcosa, anche di rilievo pubblico; ufficio che conserva tali fascicoli; parte dell’estensione della voce o di uno strumento; nel lessico della tecnica, congegno per la messa a punto di un meccanismo; livello espressivo usato da chi parla o scrive in rapporto al contesto
voce dotta recuperata dal latino tardo regesta ‘cose riportate’, da regèrere ‘riportare’, derivato di gèrere ‘portare’ con prefisso re-.
composto dal latino valgus, ‘storto all’infuori’ e dal latino medievale algorithmus, dal nome d’origine del matematico arabo del 9° secolo Al-Khwarizmi.
Negli scacchi, eseguire l’arrocco, mossa che copre il re con la torre; mettere al sicuro; rinchiudere, rintanare; chiudere
da rocco ‘torre degli scacchi’, forse adattamento dall’arabo ruḫḫ, prestito dal persiano ruḫ, col significato di ‘carro da guerra’, forse adattamento del persiano rōkh, elefante che porta sulla schiena una torretta con arcieri.
voce dotta recuperata dal latino ficticius ‘falso, artificiale, simulato’, da fictus, propriamente participio passato di fingere ‘plasmare’, e quindi ‘fingere’.
Controllato, sottoposto a vigilanza; accurato e sobrio
propriamente participio passato di sorvegliare, modellato sul francese surveiller, derivato di vegliare, che è dal latino vigilare, da vigil ‘sveglio’, con prefisso sor- ‘sopra’.
voce dotta recuperata dal latino tardo dimidiare, da dimidiatus, a sua volta derivato di dimidium ‘diviso in mezzo’, da medius ‘mezzo’ con prefisso separativo dis-.
Profondo turbamento della sensibilità pubblica dovuto a un comportamento, a un discorso, a un atto contrario alla moralità comune; il comportamento, il discorso, l’atto che suscita tale turbamento; clamore, chiasso, risonanza indesiderata; eccesso
voce dotta recuperata dal latino ecclesiastico scandalus, ‘impedimento’, dal greco skándalon ‘trappola, insidia, ostacolo’.