Ispido, drizzato, spinoso (detto di peli e simili); con molte sporgenze appuntite, acuminate; pieno di difficoltà; aspro, ruvido
voce dotta, recuperata dal latino hirtus ‘ispido, arruffato, spinoso’.
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Ispido, drizzato, spinoso (detto di peli e simili); con molte sporgenze appuntite, acuminate; pieno di difficoltà; aspro, ruvido
voce dotta, recuperata dal latino hirtus ‘ispido, arruffato, spinoso’.
Di Sibilla, da Sibilla; che si presta a diverse interpretazioni, misterioso, ambiguo
dal latino Sibyllinus, derivato di Sibylla ‘Sibilla’.
Che non si può esprimere con le parole; eccezionale, straordinario
voce dotta recuperata dal latino ineffàbilis, che col prefisso negativo in- è derivato di effàbilis ‘che si può dire’, da effari ‘pronunciare, dire chiaramente’, a sua volta da fari ‘parlare’, con prefisso ex-.
Rosicchiare con i denti o con altri mezzi; sgranocchiare, mangiare; deteriorare, consumare a poco a poco, logorare; affliggere, tormentare, angustiare; nel linguaggio regionale, provocare dispiacere o risentimento per un insuccesso personale o per invidia
dal verbo latino ròdere ‘rosicchiare, corrodere, consumare’.
Nell’ambito religioso, trasgressione di una legge considerata di origine divina. Condizione di iniquità propria dell’uomo. Colpa. Fatto o cosa spiacevole, che desta rincrescimento
dal latino peccare, cioè ‘commettere un errore’ ma anche ‘mettere un piede in fallo’, forse da un aggettivo ricostruito come peccus, ovvero ‘dal piede difettoso’, dalla radice ped- ‘piede’.
Amare chi ci ama, corrispondere l’amore
voce dotta recuperata dal latino redamare, derivato di amare col prefisso re(d)-, che indica una ripetizione al contrario.
Stizza rabbiosa; pena affannata; tormento, assillo
attraverso l’ipotetica voce del latino parlato rebellum, dal latino rebellare ‘ribellarsi, insorgere’.
Giocattolo, passatempo; persona succube
etimo incerto.
Raggruppamento etnico e formazione statale tipica del mondo turco-mongolo, specie medievale; gruppo disordinato e violento di armati; turba, massa di persone confusa, disordinata e distruttrice
dal tataro orda ‘campo del Khan’.
Raschiare via, cancellare
voce dotta recuperata dal latino eradere ‘raschiare via, distruggere’, da ràdere ‘radere, raschiare, grattare’, col prefisso e- ‘fuori da’.
Nome comune di diversi insetti appartenenti all’ordine degli ortotteri e propriamente solo alla famiglia dei grillidi (anche se il nome è esteso spesso a tutto l’ordine)
dal latino grillum, di origine onomatopeica.
Oggetto di noesi, ossia intuizione, della conoscenza intellettiva, corrispondente a ‘concetto, pensiero’, ne lessico della filosofia e della retorica classica; nel XVII e XVIII secolo, figura retorica musicale che serve a evidenziare un momento particolare, in particolare usando uno stile omoritmico all’interno di un contesto polifonico
dal greco nóesis ‘intelletto’, derivato di noéo ‘percepire, conoscere, ragionare’, derivato di nóos ‘mente’.
1) Flusso vorticoso d’acqua rotto fra due ostacoli, specie forte corrente fra versante ionico e tirrenico dello stretto di Messina. 2) In linguistica, parte dell’enunciato che porta un’informazione nuova
il primo ‘rema’ è dal greco rêuma ‘corrente, flusso’; il secondo è dal greco rhêma ‘cosa detta’.
Delinquente, mascalzone, malfattore
dal nome di Barabba, personaggio che si incontra nei Vangeli durante il processo di Gesù, attraverso il latino Barabbas, il greco Barabbàs, dall’aramaico bar abbā (figlio del padre) o bar rabba (figlio del maestro).
Accozzaglia, cumulo confuso
da coacervare, ‘ammucchiare’, voce dotta recuperata dal latino e derivata di acervus ‘mucchio’, col prefisso co-.
Generoso nel donare, che dimostra generosità
voce dotta recuperata dal latino munìficus ‘generoso, liberale’, ma propriamente ‘che adempie al dovere, che paga le tasse’, composto di munus ‘obbligo, ufficio’ e -ficus, derivato di fàcere ‘fare’.
Elemento, segno considerato rappresentativo di un concetto, di una condizione, di un’organizzazione; segno convenzionale, specie in vari ambiti scientifici; emblema
dal latino sýmbolus, dal grreco sýmbolon ‘contrassegno’, derivato dal tema di symbállo ‘accostare, confrontare’, da bállo ‘mettere’ col prefisso syn- ‘con’.
Nel mondo romano, spirito tutelare che vigilava sulla vita di ogni essere vivente, dalla nascita alla morte, o su quella di una famiglia, una città, un popolo, una nazione; per estensione, nome generico di spiriti, folletti o demoni dotati di poteri magici; talento, attitudine, disposizione naturale verso qualcosa; gradimento, gusto personale; intelligenza o facoltà creatrice straordinarie, proprie di pochi individui, e per estensione la persona che ne è dotata
dal latino genius ‘nume tutelare, divinità protettrice’, derivato di gignere ‘generare, produrre, far nascere’.