Drappo di stoffa pesante sostenuto da un telaio, mobile imponente e poco pratico
da Baldacco, antico nome per la città di Baghdad e di una stoffa importata dall’oriente; il nome ‘Baghdad’ a sua volta sembra essere di origine indo-europea, forse dal medio-persiano bagh ‘dio’ e dād ‘dato’.
Lettera che nel sistema musicale medievale indicava il suono più grave della scala; scala, estensione di uno strumento; serie di sfumature, gradazione di uno stesso colore; figuratamente, serie o assortimento di elementi tra loro omogenei, sia materiali che immateriali
dal greco antico gámma, terza lettera dell’alfabeto greco, di provenienza semitica.
Appellativo di Gesù, che trascorse a Nazareth, in Galilea, l’infanzia e la giovinezza. Che appartiene o è proprio del gruppo artistico tedesco dei nazareni, fiorito all’inizio dell’Ottocento. Nome proprio maschile
attraverso il latino Nazarènus ed il greco Nazarenós, derivato dal toponimo Nazareth, città della Galilea, di etimo incerto. Forse è derivato dal verbo nasar, col significato di custodire, controllare, o dal verbo nazar, cioè consacrare.
Dottrina filosofica per cui l’affermazione teorica ha validità solo se confermata dalla sua applicazione pratica; atteggiamento volto alla concretezza; tendenza alla spregiudicatezza
prestito dall’inglese pragmatism, dal greco prâgma ‘fatto’.
Che si estende orizzontalmente nello spazio nel senso della lunghezza; che presenta notevole distanza tra le sue due estremità; che ha una lunghezza o una durata determinate; tra due dimensioni, quella la cui estensione è maggiore; che si estende nel tempo, che dura per molto tempo; cibo o bevanda con una maggiore quantità d’acqua rispetto al normale; come preposizione, vale “rasente, accanto a”, “per tutta la lunghezza di”, “durante, nel corso di”
Che è di un verde puro e limpido come quello di uno smeraldo
da smeraldo, che è attraverso il latino volgare smaraudum e il latino classico smaragdus, dal greco smàragdos, forse da una lingua semitica antica come l’accadico.