Scarafaggio

Parole bestiali

sca-ra-fàg-gio

Significato Nome comune dell’ordine dei blattoidei, che comprende oltre 4 000 specie

Etimologia da una variante osca del latino scarabaeus, “scarabeo”.

  • «È un appartamento ameno, ha il solo problema degli scarafaggi.»

Dal punto di vista zoologico mescolare scarafaggi e scarabei è come confondere gli elefanti coi canguri. Sì, appartengono alla stessa classe (insetti nel primo caso, mammiferi nel secondo), ma l’analogia finisce lì. Infatti i latini avevano due parole ben distinte per indicarli: blatta e scarabaeus, da cui discendono dritti dritti gli equivalenti italiani. “Scarafaggio”, però, manda all’aria tutto: deriva da scarabaeus, eppure è sinonimo di blatta.

A complicare le cose ci si mette anche l’inglese. A prima vista si direbbe che beetle sia parente di blatta, anche se in realtà viene dall’antico inglese bitel, mordere. Perciò i Beatles – il cui nome nasce forse dalla fusione di beetle e beat (ritmo) – sono noti in Italia come “gli scarafaggi di Liverpool”.

Peccato che beetle significhi in realtà “scarabeo”. La traduzione corretta di blatta/scarafaggio è cockroach, non perché c’entri qualcosa coi galli (cock), ma per influsso dello spagnolo cucaracha. Ebbene sì, il celeberrimo ballo prende il nome dallo scarafaggio. Per giunta anche cucaracha è un’imprecisione, perché cuca è letteralmente il bruco.

Nonostante questi pasticci linguistici, comunque, scarafaggi e scarabei hanno un valore simbolico tutto diverso. Gli Egizi consideravano addirittura sacri gli scarabei stercorari, che, spingendo tutto il giorno palline di materia innominabile, fornivano un fantasioso paragone per il dio Ra, incaricato di guidare il disco solare nel suo percorso giornaliero. Lo scarafaggio invece desta un concorde senso di schifo.

Infatti “scarafaggio” è un tradizionale epiteto spregiativo, proprio di una persona meschina e ripugnante. Non per nulla Kafka ha scelto quest’insetto per la disgustosa Metamorfosi del suo personaggio più celebre.

Tuttavia gli orientali sono, a questo proposito, meno schizzinosi di noi, dato che lo scarafaggio è l’insetto più mangiato in assoluto. In Cina esistono addirittura degli allevamenti, il più grande dei quali sforna circa 6 miliardi di scarafaggi all’anno.

Pare siano molto apprezzati anche per le loro proprietà curative. In effetti gli scarafaggi sono tra gli insetti più resistenti, capaci di sopravvivere perfino a un’esplosione nucleare. Perciò la scienza si è interessata sia al loro sistema immunitario sia alla loro struttura anatomica, che è servita da modello per la costruzione di robot minuscoli e resistentissimi.

In Giappone hanno ideato perfino degli scarafaggi cyborg, ossia dei robot montati su scarafaggi in modo da poterli telecomandare: un’invenzione terrificante, ma potenzialmente utile, per esempio per cercare sopravvissuti dopo un terremoto.

Anche in campo linguistico lo scarafaggio vanta qualche merito: da lui deriva “scarabocchio” (per l’analogia tra macchia e insetto) e forse anche “carabiniere”. Secondo una teoria riportata da Nocentini, infatti, il carabiniere sarebbe connesso alla lontana col seppellitore di appestati, soprannominato in antico francese escarrabin, “scarafaggio” appunto.

Quanto ai modi di dire, in francese essere giù di morale si può rendere famigliarmente con avoir le cafard, avere lo scarafaggio. Una metafora coniata, pare, da Baudelaire nei Fiori del male.

In Italia poi abbiamo un’espressione ancor più simpatica, originaria del dialetto napoletano ma spesso italianizzata in “ogni scarrafone è bello a mamma sua”. “Scarrafone” è una variante meridionale di scarafaggio, con l’influsso di calabrone: un mix dei due insetti più brutti d’Italia. Il senso è dunque che anche la persona più orrida appare bella agli occhi di chi la ama incondizionatamente, in particolare di una madre.

E questo, benché abbia di solito un’accezione ironica, non è affatto un messaggio di poco peso per le zampette dello scarafaggio.

Parola pubblicata il 04 Settembre 2023

Parole bestiali - con Lucia e Andrea Masetti

Un lunedì su due, un viaggio nell'arcipelago dei nomi degli animali, in quello che significano per noi, nel modo in cui abitano la nostra vita e la nostra immaginazione.